venerdì 14 marzo 2008

Laimburg

Mai zeder! Oggi la temperatura era l'ideale per combattere la vita da divano ma, visto che non ho trovato nessuno che mi facesse compagnia in montagna - era mia intenzione andare sul Rujoch - ho deciso di spaparanzarmi davanti ala TV con patatine e coca cola! Ovviamente sto scherzando.
Ghè da nar. Mio zio, il maestro della china, di andare in bici oggi non se la sentiva proprio quindi sono stato obbligato ad andarci da solo. Indeciso sull'abbigliamento alla fine ho optato l'abbinamento gambe scoperte e braccia coperte: ottima scelta!
La ciclabile che corre in valle dell'Adige è molto carina e ha relativamente pochi incroci - altro che quella della Valsugana (domani apre il nuovo tratto sulla sponda ovest del lago di Caldonazzo) - ma purtroppo è tutta piana e quindi spesso preferisco fare la strada del vino dove qualche breve salita almeno la si trova.
Era un anno circa che non andavo a fare il giro del Laimburg - l'ultima volta Norberto era andato in crisi durante il ritorno causa aver scelto di compiere la sua prima uscita insieme a me e ai due Luca - e non si poteva certo rimandare ancora.


Partito con pedalata veloce - subito prima mi sono fatto un super cocktail di integratori minerali/glucidici - poco dopo l'abitato di Roverè della Luna supero agilmente un altro appassionato delle due ruote - con 6-7000 euro di bici - il quale mi si impianta nel culo per sfruttare la scia. Quando succedono queste cose scatta dentro di me il senso innato della competizione e del "vardan chi che zede prima" e allora bisogna spingere: ghè da nar! Impostato un ritmo forzato, mantenendo una velocità di 37-39 km/h, procedo velocemente tra meleti e vigneti fino ad arrivare al lago di Caldaro dove, poco sopra svettano le rovine del castello di Laimburg. E' ora di svoltare per cominciare la parte più divertente e faticosa. Chiedo allo sconosciuto che mi segue, sempre ben incollato alla mia ruota posteriore, se vuole venire anche lui ma, un po' ansimante, mi risponde che per lui al momento è troppa faticosa quella salita. Ci salutiamo e ognuno prende la sua strada. Sto bene e non risento per niente del ritmo sostenuto fino ad ora; salgo agilmente gli ultimi kilometri e arrivo a scollinare in 1h e 5 minuti (36 km e 560 m di dislivello)! Durante il ritorno come di consueto l'Ora del Garda comincia a spirare e ciò - complice anche una lieve sintomatologia da ipoglicemia, nonostante abbia mangiato poco prima una banana - mi costringe a rallentare il ritmo. Giunto a Salorno, mentre sogno qualsiasi tipo di bontà culinaria - che fame - mi balena l'idea di abdicare e di farmi venire a prendere ma poi penso tra me e me: Mai zeder!, e così un po' strascicato arrivo finalmente a casa. Prima di alimentarmi controllo la glicemia e ho 57 mg/dL: devo proprio reintegrare glucidi.

3 commenti:

ANIMA ALCHEMICA ha detto...

a Salorno vendono delle ottime barrette di cioccolata.......
:-)

Alessandro ha detto...

Bisognerebbe avere con se della pecunia però per poter comperare ottime barrette di cioccolata :-).

pina ha detto...

e pensare che ci sono anche le albicocche secche, ma quando ci si sopravaluta......l