lunedì 9 novembre 2009

Il lamento del bradipo

Andrew Whittaker è indebitato fino al collo, la rivista letteraria che dirige è a un passo dalla bancarotta, la casa in cui vive cade a pezzi e la moglie lo ha lasciato. Andrew però non molla. È una fucina di idee, progetti. Forse anche illusioni e velleità. E scrive, forsennatamente, a chiunque. Poi raccoglie tutto. Un presente e un passato di sogni, ideali e rimpianti emerge dagli stralci del suo strampalato epistolario: lettere di rifiuto ad aspiranti scrittori, lettere alla ex moglie, lettere a ditte incaricate di rifare i soffitti di casa, lettere di sfratto, annunci di appartamenti in affitto, appunti, cose pensate, bozze di racconti, pezzi di un romanzo, lettere alla madre, post scriptum per la badante della madre, pagine di diario, liste della spesa, cartelli per gli inquilini del palazzo, ancora lettere, ancora pensieri, ancora cartelli... Ne esce l'impossibile catalogo di un amabile perdigiorno. O, meglio, di un nevrotico e coscienzioso archivista del tutto e del nulla in cui siamo immersi.

L'ultimo Tibet

Dalla prefazione:"Aver visitato più volte il Mustang, questo affascinante promontorio di cultura e tradizioni tibetane situato all'interno del regno del Nepal, ed essere stato tra i primissimi viaggiatori stranieri a entrarvi, ha rappresentato un raro privilegio che mi ha consentito di penetrare in un frammento di quella civiltà che oggi in Tibet non esiste più, cancellata da oltre quarant'anni di occupazione cinese. Conoscere il Mustang significa conoscere non tanto un diverso luogo geografico in cui i ritmi temporali sono scanditi da momenti che non sembrano appartenere all'epoca attuale. Il paese di Lo continua a vivere in un isolato Medioevo dove l'estrema povertà è ripagata dalla ricchezza della vita interiore di gran parte dei suoi abitanti. Camminando per deserti d'alta quota, attraversando villaggi, visitando monasteri, parlando con monaci, contadini, nobili ho potuto realmente gustare il 'sapore' del vecchio Tibet, quel magico mondo arcaico che prima avevo incontrato solo nei testi che un pugno di studiosi e viaggiatori in cerca di avventure gli aveva dedicato."

Palon del Bondone

Sabato 7

Dopo una mattina di lavoro e di pioggia, verso il mezzodì un timido sole comincia a far capolino tra le nuvole :-D e in men che non si dica trovo un compagno per fare un po' di fatica nella neve sulle ancora vergini piste del Bondone.




Da baita Montesel, io e Daniele cominciamo in un mare di powder - come dicono i freeriders - a risalire verso la cima della montagna di Trento; il sole che lentamente sta calando colora i boschi con splendide tonalità accese e ci accompagna per buona parte della salita fino a quando le nuvole non riprendono il sopravvento facendo calare su di noi un'atmosfera tetra.
La discesa è una favola :-D.
Mai zeder...

Fravort

Giovedì 5

Il richiamo della neve è troppo forte quindi di buon mattino e ancora senza gomme da neve mi avvio verso Vetriolo e da qui all'innevatissimo parcheggio degli impianti della Panarotta.

(Costalta alla partenza)

Uffi, qualcuno mi ha preceduto e c'è già una traccia che si inoltra lungo la strada forestale che in breve porta in località "la bassa" dove comincia la salita vera e propria alla montagna. Pochi minuti di salita e una nebbia fittissima mi circonda accompagnandomi per tutta la salita e buona parte della discesa che a causa di troppi sassi effettuerò a tratti con gli sci sulla schiena.

(La nebbia comincia a far capolino)
(Splendidi boschi verso la val dei Mocheni)
(Boschi verso la Valsugana)

Altra neve è attesa :-)

mercoledì 4 novembre 2009

...che le danze abbiano inizio..orsù


La prima neve ha finalmente imbiancato in maniera accettabile le cime e quindi nel pomeriggio insieme a Michele decidiamo di salire in val dei Mocheni e da qui portarci al rifugio Sette Selle per la prima uscita nevosa del nuovo inverno. Al rifugio incontriamo Lorenzo che non ha tardato nemmeno un minuto ed è corso nel suo rifugio a prendersi gli sci per concedersi la prima discesa fino al parcheggio della miniera.






Orsù facciamo una bella danza propiziatoria affinché la neve sia copiosa anche quest'anno :-D.

domenica 1 novembre 2009

Bici con Daniele

Ieri con Tiziano, lungo la strada che da Faedo porta a Masen, avevamo adocchiato un ripido sentiero che riportava verso valle e quindi questo pomeriggio assieme a Daniele siamo andati a cercarlo. A causa di numerosi, troppi, scalini abbiamo desistito proseguendo per un altro sentiero che risulta però bloccato da numerosi alberi caduti...mai zeder: bici in spalla e su per un super "sgreben" come diciamo noi trentini fino a ricongiungerci con la strada.


Ferrata Rio Secco con Edoardo


In seguito, visto il bel caldo autunnale ci siamo pure concessi qualche tiro nell'assolata falesia di Zambana Vecchia :-).

sabato 31 ottobre 2009

Bici con Tiziano


venerdì 30 ottobre 2009

Pedalata nei boschi


martedì 27 ottobre 2009

Tra Roda di Vael e Latemar

(Albergo nei pressi del passo di Costalunga)
(Roda di Vael e Roda del Diavolo)
(Baite sotto la Roda di Vael)
(Particolare baita)
(La Roda di Vael poco sotto il passo di Costalunga)
(Roda di Vael dai prati sotto il rifugio Paolina)
(Particolare di un larice verso la Roda di Vael)
(Delizioso lago di Carezza verso Roda di Vael)
(La Roda di Vael dal lago di Carezza)
(Il Latemar occidentale dal passo del Lavazè)