domenica 19 ottobre 2008

Lettera a un bambino mai nato

Tragico monologo di una donna che aspetta un figlio guardando alla maternità non come dovere ma come scelta personale e responsabile. Una donna di cui non ci è dato conoscere nome, volto, età, indirizzo: unico indizio che ci viene fornito per immaginarla è che vive nel nostro tempo, sola, indipendente e lavoratrice. 
Il monologo in cui la donna pone domande al futuro nascituro sembra quasi diventare confessione al proprio Io, alla propria coscienza, mentre il dramma viene arricchito, nutrito da altri personaggi anche loro senza volto, senza età, senza un nome. Sette personaggi testimoni ignari di quel difficile rapporto, basato su un'altalena di amore, odio, tenerezza, aggressività. 
Un continuo susseguirsi di suspense epiloga con un allucinante colpo di scena.

"Stanotte ho saputo che c'eri: una goccia di vita scappata dal nulla. Me ne stavo con gli occhi spalancati nel buio e d'un tratto, in quel buio, s'è acceso un lampo di certezza: sì, c'eri. Esistevi."

3 commenti:

acquarius ha detto...

Ehi Ale, che succede? Recentemente i titoli delle tue 'letture' sono molto macabri e in contrasto con il tuo amore per la natura. E' vero che non ho letto questi libri, ma già dal titoli ... me ne tengo ben lontana! Soprattutto ora che sono qui ammalata …! :)Buona domenica a te e a chi legge!

Alessandro ha detto...

Diciamo che mi sono fatto una full immersion di thrillers in questo ultimo periodo. Nonostante ciò ho alternato anche titoli più sobri come Doppio Sogno o quest'ultimo qui che tra l'altro ti consiglio vivamente.
Dai guarisci...
Ciao

acquarius ha detto...

Ti dirò che senza volerlo mi è capitato di vivere ai margini il tipo di esperienza che racconti del tuo ultimo libro. Al tempo, tanto tempo fa, diciamo era quasi un’ amica ha ‘dovuto subire’ per gravi motivi, analoga esperienza.
Ancor prima che accadesse lui (o lei) sapeva... ed ha fatto arrivare un debole ma chiaro messaggio, ma era tardi, anche se non troppo…mancavano solo uno o due gg. ma la macchina era ormai avviata…e nel turbine del momento non ha compreso subito ma dopo, come la protagonista del tuo libro credo, che c’ era, esisteva davvero!
Volato via…dove…e poi…questo merita una riflessione, personale, troppo banalizzato e spogliato di valore di questi tempi.
Belle le foto, buona settimana!