lunedì 12 gennaio 2009

Cascate di ghiaccio nel Bletterbach

Il giorno della befana, in compagnia di Stefano e Egon, complice il freddo - necessario per l'attività da svolgere - ci siamo recati in Altoadige, nel comune di Aldino, al di sotto del Corno Bianco ove, è possibile percorrere lo splendido canyon del Bletterbach dove l'inverno, si formano un elevato numero di concrezioni glaciali.
Dopo alcuni inconvenienti tecnici - i miei strausati scarponi hanno ormai la punta talmente consumata da non permettere più l'inserimento dell'attacco veloce dei ramponi - risolti con un altro provvidenziale paio di scarponi lasciati in macchina e, dopo un po' di nozioni di base dai due esperti alpinisti, ho così messo piede sulla mia prima cascata. L'arrampicata su ghiaccio pur presentando molte analogie con quella su roccia, presenta alcune diversità che hanno reso la mia progressione un po' impacciata e lenta. 

(Stefano)
(Egon)
(Io sulla prima cascata)
(Io in doppia sulla seconda cascata)

Splendida la seconda salita compiuta, su ghiaccio molto verticale, che ha messo a dura prova la resistenza della mia muscolatura appendicolare superiore - che fadiga elo spicozzare en tel giaz??? ;-).
Un pasto veloce a base di pasta ai funghi tra un colatoio di ghiaccio e l'altro e, tra momenti di sereno e momenti in cui nevicava la giornata si è così involata.
Un esperienza positiva, da ripetere sicuramente.
Un grazie a Stefano e Egon che mi hanno dato la possibilità di cimentarmi con questa entusiasmante disciplina.
Mai zeder...

domenica 4 gennaio 2009

Fravort






Mattina freddissima quest'oggi - a Pergine segnava - 12°C - e come è giusto che sia, alle 7.20 mi trovavo, in compagnia di Luca e Daniele, al parcheggio della Panarotta appena in tempo per gustarsi l'alba sulle cime imbiancate.

(Fravort all'alba)

(Cime all'alba)

Meta del giorno il Fravort, classica scialpinistica del Lagorai e cima stupenda per il panorama che offre. Dopo il primo tratto all'ombra, giunti alla Bassa, il sole comincia a riscaldare gli animi e così risaliamo lungo i ripidi crinali della montagna, come al solito sferzati dal vento, baciati dalla luce del primo mattino.


(Dolomiti di Brenta)

(Il sole sale dietro la catena di cima 12)

Lungo la salita - deve essere passata qualche mia ammiratrice ;-) -incontriamo alcuni scialpinisti che, molto più mattutini di noi, stanno già scendendo. 


(...)
(Io- foto di Daniele)

(Sci...- foto di Daniele)

(Daniele e Luca)

Dalla graziosa croce di vetta, guardando verso est riusciamo a vedere le cime salite i giorni scorsi, manca solo l'Hoabonti ma è questione di giorni :-D. 


(Quasi in cima)

(Daniele e Io)

(Gronlait)

(Panorama dalla cima verso W)

Ritornati alla Bassa, affollata per un esercitazione di ricerca con l'ARVA del soccorso alpino, completiamo la gita salendo anche in vetta alla gremita di ripetitori cima Panarotta.
Ottima mattina prelavoro.
Mai zeder...

sabato 3 gennaio 2009

Sulla neve è comparso lo scialpista

Lo scialpista. Vent’anni fa questa specie non esisteva ancora: i loro progenitori vivevano solo allo stato brado, tra valli incontaminate e boschi, sulle creste sferzate dal vento, sulle distese vergini di neve fresca, con gli occhi che guardavano sempre lontano: erano gli scialpinisti.

Potevi incontrarne casualmente qualche branco che attraversava fugacemente una pista, per poi sparire nel bosco e ricomparire come puntini colorati lontani, su qualche cima, lasciando dietro di sé solo l’immancabile scia a zig zag delle pelli di foca. Gli scialpinisti conoscevano la montagna ed i suoi pericoli, le slavine ed i segni che annunciano la tormenta, le tracce degli animali sulla neve, partivano prima dell’alba e si scambiavano cioccolata, the caldo e racconti sulle vette, prima della discesa; essi guardavano gli sciatori su pista un po’ come camosci guardano le capre, o i fagiani le galline nel pollaio: una specie simile con cui non accoppiarsi.

Ma l’evoluzione naturale è imprevedibile: annate siccitose e senza neve spinsero qualche individuo della specie ad avventurarsi sulle piste innevate artificialmente, all’inizio di nascosto, nelle ore notturne o di primo mattino, poi anche in pieno giorno, e la sorpresa fu grande: niente più slavine, neve liscia e battuta, sguardi ammirati degli sciatori ed in cima, incredibilmente canederli e stinco di maiale in un caldo rifugio: era nato lo scialpipista.

Nel giro di due decenni questa nuova specie poco a poco ha soppiantato la specie primitiva, che si è quasi estinta; esistono ancora esemplari di scialpinista sul Lagorai, uno ne è stato con le reti in Brenta, e sci alpinisti con radio collare sono stati liberati in val di Fassa per ripopolamento, proprio mentre scriviamo. Sono invece in continuo aumento gli scialpipisti che ogni domenica risalgono lungo gli impianti del Bondone, della Paganella ecc., superattrezzati e con lo sguardo fisso sul cardiofrequenzimetro.

Occhi che non guardano più lontano.

Franco Garzon

Leggendo l'Adige questa mattina ho scovato questa sagace lettera sullo scialpinismo...

Gronlait

Venerdì 2






Dopo la splendida giornata sul monte Cola di ieri, questa mattina con Luca ghera ancora da nar e, viste le condizioni nevose trovate in zona, abbiamo deciso di avventurarci sul Gronlait, bellissima cima che sovrastando la val dei Mocheni offre anche uno splendido panorama sul Trentino.
Partiti dal ristorante alle Pozze, dopo un breve tratto nel bosco, superato il piccolo ma delizioso lago delle Prese, ci avviamo lungo la val Portella che sale tra i pendii del Gronlait verso ovest e del Laitonato e Hoabonti verso est. La traccia di altri scialpinisti, che sale spigolosa tra deliziose baite semi sommerse dalla neve, ci porta verso l'alto fino a quando, poco sotto un piccolo riparo nel bel mezzo della valle, cominciamo a risalire le ripide zeta che portano verso la cima.

(Baite verso il Monte Cola)



(Baite in val Portella)

Luca, che fino a quel momento ha retto bene il ritmo, comincia a patire un po' la pendenza anche perché la tecnica, essendo poco avezzo allo scialpinismo, non è delle migliori; come non bastasse, la pelle di uno degli sci si stacca un paio di volte :-|. Un paio di giri di cerotto di un gentile padoan risultano essere miracolosi.


(Hoabonti)
(Luca durante la salita)

(Scialpinisti sul Fravort)

(Verso la cima)

Giunti sui prati sommitali, in vista della croce, rimaniamo ammaliati dallo splendido panorama e cielo; sulle cime circostanti si notano numerosi gruppi di scialpinisti che si preparano per la discesa.


(Luca verso la cima)

(Paganella e dolomiti di Brenta)
(Gronlait)
(Panorama dalla cima)
(Io e Luca)

(Io)

Giunti in vetta, dopo le foto di rito e una pausa rifoccilatoria - solo per Luca - cominciamo la discesa su uno splendido pendio. Poco prima del nostro arrivo alla macchina Luca, scombussolato dal freddo, decide di svuotare lo stomaco sentendosi subito meglio: che schifo :-D.


(Italia uno :-) )
Splendida giornata :-).
Mai zeder...

Monte Cola

1 Gennaio





La neve che copiosa è caduta la notte a cavallo dell'anno nuovo non ci ha permesso di andare a godere l'alba di un nuovo anno...verso le otto però il tempo è un po' migliorato e quindi decidiamo di partire confidando anche nelle previsioni meteo che davano bel tempo per il pomeriggio. 
Si torna nuovamente sul monte Cola dato che i bellissimi pendii quest'oggi saranno candidi candidi e probabilmente anche privi di tracce di altri scialpinisti. Alla partenza siamo io, Elena, Daniele e Luca ma poi, circa a metà percorso veniamo raggiunti da Tiziano e Massimo che hanno dovuto posticipare la partenza. 


(Baite d'inverno)

(Io- foto di Daniele)

(Io e Elena - foto di Daniele)
(Daniele)

(Luca)

Il tempo è stupendo e finché non si giunge in val d'Ilba anche la temperatura è ottima permettendoci da salire in tenuta quasi estiva. Arrivati all'imbocco della valle, mentre Hoabonti e Cola si mostrano nella loro splendida veste invernale, un vento gelido ci ricorda che l'inverno è appena cominciato e ci costringe a indossare abiti più pesanti. 
I due ritardatari, ma ben allenati, ci precedono salendo anche sull'Hoabonti per poi riunirsi a noi nei pressi della croce del Cola. 


(Quasi in vetta)

(Monte Cola)

La neve è davvero stupenda e la discesa già di per sé una favola è abbellita dai colori del tramonto che lentamente colorano di rosa il manto nevoso.

(Massimo in discesa- foto di Daniele)

(Tiziano in discesa- foto di Daniele)

(Elena)

(Ultime luci in val d'Ilba)
Mai zeder...