lunedì 14 settembre 2009

Giorni di ghiaccio

«C’è un silenzio irreale al campo base. Sento gli occhi di tutti puntati su di me. Non dico niente. Mi avvicino al Chorten – il tipico monumento votivo buddhista – e m’inginocchio. In questo momento sono solo. Parlo alla montagna e le chiedo: “Perché l’hai fatto?” Una lacrima mi riga il viso. “Dove sono le altre tende?” domando a Roberto, “dove sono gli altri?” “Sono morti.”»

Tra il 1° e il 2 agosto 2008, sulla parete sud del K2, si è consumata una delle più grandi tragedie della storia dell’alpinismo. Una serie di fatalità e il crollo di un seracco all’altezza del Collo di bottiglia, il canalone di roccia e ghiaccio che porta alla vetta, hanno dato il via a una imprevedibile catena di eventi che ha causato la morte di undici alpinisti. Sulla «montagna degli italiani» c’era anche Marco Confortola che, dopo aver conquistato la cima, da «cacciatore di ottomila» è diventato preda del gigante himalayano e impotente spettatore dell’atroce destino dei suoi compagni di scalata. Quella che doveva essere un’impresa sportiva si è trasformata in una lotta per la sopravvivenza nella «zona della morte» che lo ha costretto a misurarsi con i suoi limiti fisici e mentali. Giorni di ghiaccio è la cronaca di quelle terribili ore di paura, disperazione, dolore, fatica; ma è anche la testimonianza della forza, del coraggio, della generosità di alcuni protagonisti di quella drammatica vicenda. Un racconto vibrante in cui la passione per il mondo verticale lascia inevitabilmente spazio alla consapevolezza del prezzo altissimo imposto dalla sua esplorazione.

2 commenti:

La Polisportiva ha detto...

Sul K2 e le sue tragedie si è scritto una marea di libri. Questo dice qualcosa di nuovo?

Alessandro ha detto...

Di nuovo proprio niente. L'ho letto solo perché Confortola mi piace come alpinista: ricordo ancora le splendide immagini del suo concatenamento delle nord di Ortles, Gran e Piccolo Zebrù e Tresero.
18 euro per questo libro mi sembrano decisamente troppi, fortuna che esistono le biblioteche.
Ciao