sabato 15 agosto 2009

Gran Paradiso

Martedì 11 - Mercoledì 12



E così, dopo i soliti 450 km di autostrada, le ore di macchina e un po' di casino in autogrill assieme a Elena, Luca e Michele mi trovo a cercare un posto nel gremitissimo e caldissimo parcheggio di Pont Valsavarenche; fortunatamente in breve riusciamo a trovare un buco che dopo un parco pranzo verrà sostituito da un "ampio pertugio tra due campers.
Fa veramente caldo ma io, a dispetto dei miei compagni di avventura, preferisco risparmiare un po' di peso sulla schiena e salire il lungo ma poco faticoso sentiero che porta al rifugio Vittorio Emanuele già con i pantaloni lunghi relegando gli shorts nel baule assieme ad altro inutile vestiario.

(Salendo al rifugio V. Emanuele)
(Il Ciarforon sbuca all'orrizonte)
(Il rifugio V. Emanuele)

In circa un'ora e mezzo raggiungiamo il rifugio e il suo piccolo specchio d'acqua in cui maestosa si specchia la candida mole ghiacciata del Ciarforon e tutt'intorno un'orda di scalpitanti alpinisti che altro non aspettano che giunga l'alba per partire verso la cima.
Subito dopo cena ci infiliamo negli accoglienti box posti nei pressi del rifugio e passiamo una notte abbastanza tranquilla anche se la presenza di tre idioti che poco conoscono le basilari regole di convivenza rovinano un po' l'atmosfera.

(Il Ciaroforon assieme a Elena si specchia nel piccola lago del rifugio)
(Elena)
(Il Ciarforon)
(Il rifugio)
(Ciarforon al tramonto)

Nel buio delle cinque, quando già un buon serpentone di frontalini si è dipartito dal rifugio, ci incamminiamo con temperatura mite verso l'attacco del ghiacciaio che raggiungiamo pochi minuti prima dell'alba. Sul facile e poco ripido ghiacciaio alternando tratti di ghiaccio vivo a roccette e tracce su neve ci alziamo di quota un po' rallentati dall'eccessiva quantità di persone che si stanno dirigendo in vetta e da un intenso e gelido vento che ci accompagnerà fin poco prima della cima.

(L'alba dal ghiacciaio del Gran Paradiso)
(Il Monte Bianco)
(Sul ghiacciaio del Gran Paradiso)
(Il serpentone che sale verso la cima)

Caos e antropizzazione regnano sui grandi blocchi della sommità quindi, fatta qualche foto di rito, ci portiamo nuovamente sotto la crepacciata terminale per riposare un po' e commentare un po' l'ascensione.

(La cima del Gran Paradiso)
(La cresta proveniente dal Piccolo Paradiso)
(Io e Elena sotto la cima)
(Serial Alpinisti)

Sulla via del ritorno, accompagnati da una bellissima temperatura, scivolando poco prima del rifugio mi procuro una bella contusione in zona lombare che per un attimo mi fa vedere le stelle ma poi, fortunatamente, si risolve in una grassa risata dei miei amici.

(..ancora serial...)
(Il Monte Bianco)
(...serial verso il Ciarforon)
(Elena sulla via del ritorno)

Scendiamo velocemente a valle e ci indirizziamo verso casa.

3 commenti:

elena ha detto...

Splendida giornata!!! :-)

La Polisportiva ha detto...

Bravi! Purtroppo il 4000 con la via normale tecnicamente più semplice, ha l'inconveniente di creare affollamento, e talvolta di persone anche "mentalmente" non adeguate. Bisogna avre pazienza: i posti sono comunque bellissimi.
L'ideale è andarci fuori-stagione.
Rimane comunque una belle salita.

Ty ha detto...

Aimè....è sempre più pieno di imbecilli che cosa ci vuoi fare...dimenticare....ma ricordare!
Ciaoooo