domenica 27 aprile 2008

Ferrata Rio Secco e giro della Val di Cembra

Sabato.

Il richiamo del Cadin con l'acqua è irresistibile e quindi appena alzato, anche se un po' appesantito dalla merenda allargata fatta ieri sera con Luca e Daniele, ghè da nar.
Le cascate hanno ormai perso la loro iniziale veemenza e anche il fragore ha perso numerosi decibel. Il parcheggio è ricco di macchine e così salendo, scendendo e poi risalendo - due volte oggi per il mai zeder :-) - incontro e supero diverse persone tutte entusiaste della presenza di acqua nella forra.
Ritornato a casa ghè ancora da nar. Vada nuovamente per il giro della val di Cembra.



Questa volta in compagnia di Daniele!

Ferrata Rio Secco

Mercoledì.

Transitare lungo la ferrata del Rio Secco quando il torrente è in piena rappresenta una delle cose belle che la vita ci offre. Sono molto legato a questo posto per vari motivi: rappresenta il mio primo approccio alla montagna, riesce a liberarmi la testa dal turbinio di pensieri che spesso ho, è un buon allenamento ed è un luogo di rara bellezza.
Rari, purtroppo, sono i momenti in cui si può godere dello scrosciare dell'acqua che violentemente inonda il percorso: l'ultima volta risale a 4 anni fa.
Nonostante il divieto di salita - causa inondazione e pericolo di caduta sassi - che ben visibile già dal parcheggio troneggiava sull'incipit del sentiero pervaso da una serie di belle sensazioni ed emozioni mi sono avviata velocemente lungo il sentiero: il rio spumeggia e rumoreggia allegramente ma è un suono che rilassa e che non infastidisce come invece spesso succede nel passeggiare ai bordi di una strada di città, vedo l'acqua danzare e saltare da un balzo roccioso all'altro con dolci sinuosità e alla base del primo salto percepisco una leggera brezza dovuta al notevole spostamento d'aria che l'acqua genera, scendendo in caduta libera da circa 60 metri sopra di me.
Giunto all'attacco degli infissi metallici riuscendo fortunatamente ad evitare in inzupparmi le scarpe, arrampico velocemente e a tratti in sicurezza - la roccia in alcuni punti a causa dell'acqua risulta essere scivolossisima - le ripide pareti gioendo dello spettacolo che la natura mi sta offrendo.











Non mi stupisco, arrivando al libro di vetta, di essere stato uno dei pochi a salire in questi giorni: mi si potrà anche reputare uno sconsiderato e uno spericolato ma credo che mai nessuno potrà capire il mio stato d'animo nel salire la "mia" ferrata con queste condizioni.


Lascio scritti a chi passerà dopo di me alcuni pensieri e mi accingo a finire il percorso; un attimo di esitazione poco sopra viene spazzato via da un abile gesto atletico che con un salto mi permette di superare rimanendo asciutto una larga pozza d'acqua e finalmente eccomi arrivato.



Splendido! Sicuramente da rifare a breve.

mercoledì 23 aprile 2008

Ferrata Rio Secco - una breve anticipazione

L'idea per il pomeriggio era quella di andare in bicicletta fino a Bolzano. Le vie del signore però sono infinite e quindi giunto in località Cadin ecco che davanti ai miei occhi si materializza la cascata del rio Secco che spumeggiante scende nel bosco. Come ho fatto a non pensarci che con tutta questa pioggia il rio si sarebbe manifestato nuovamente a noi con cotale impetuosità? Proprio l'altro giorno stavo pensando di andare a sondare il territorio ma poi i pensieri sono tanti e quindi ciao ciao.
Non ci penso due volte, accelero il ritmo, vado fino a Salorno prendo per Roverè della Luna e grazie anche a un venticello a favore in breve sono a casa. Mi cambio e in men che non si dica sono all'attacco della ferrata.

(rio Secco?)

E' tardi, devo andare a fare notte. Ghè da nar :-(

martedì 22 aprile 2008

Giro della Val di Cembra



Un saluto a Luca che ho incontrato proprio a metà percorso. Lui saliva, io scendevo.

Rovereto in Fiore

Domenica.

Dopo la ferrata di Drena e una breve sosta rifocillatoria in quel di Arco, visto che la giornata era mite - finalmente un po' di caldo dopo tanti giorni di pioggia e freddo - con Elena si è deciso di andare a fare un giro per Rovereto visto che vari manifesti promuovevano l'evento della città in fiore.
Giunti nel centro cittadino siamo stati accolti da una serie di bellissime auto d'epoca che abilmente addobbate con fiori circondavano la fontana di piazza Rosmini: le linee dolci di questi intramontabili bolidi di altri tempi si univano perfettamente con le varie e mai simili composizioni floreali.

















Spostandosi verso piazza Erbe abbiamo trovato un via vai di persone intente a districarsi tra i numerosi venditori di fiori, piante ornamentali e semi. Una di queste ha catturato la nostra attenzione e così dopo una certosina cernita ci siamo ritrovati con una serie di 9 piante grasse in formato bonsai. Davvero carine.
Contenti ci avviamo verso casa con in corpo ancora tanta voglia di fare e quindi indossati i caschi ci siamo fiondati a folle velocità - il termine folle è un esagerazione dato che credo non valga la pena scambiare la strada per un motodromo anche se sei al volante di bolidi che sfiorano i 280 km/h e che certo invitano a lasciarsi un po' andare cosa che in gioventù ho fatto :-) - a fare il giro dei laghi di Caldonazzo/Levico.
Tornati a casa dopo una doccia al volo e una sistemata al cuoio capelluto ghè da nar... - ancora! - perché c'è la festa per la comunione di Giorgia.


Nen nen nen e così mangio più di un vassoio di tartine alla faccia dei miei passati disturbi intestinali.
Ottimo pomeriggio.

Un grazie a Stefano per avermi prestato il GSX-R e per avermi detto al mio ritorno che l'assicurazione della moto era a casa e non al sicuro sotto il sellino del passeggero. Paolo :-) !!!

lunedì 21 aprile 2008

Rio Sallagoni

La ferrata del Rio Sallagoni è una breve, poco impegnativa e molto suggestiva via che percorre la forra sovrastata dal castello di Drena. Attrezzata in maniera impeccabile offre all'escursionista la visione di un mondo nascosto agli occhi dei più poiché di disagevole accesso anche dall'alto è perché celato da una fitta vegetazione.
Il primo tratto, il più impegnativo, sale, grazie ad abbondanti infissi metallici, la parete ben levigata dall'acqua della forra per poi sbucare nell'interna vallecula sovrastata da strapiombanti placche grigiastre.










Qui, grazie all'abbondante presenza di acqua è possibile fare graditi incontri con svariati uccelli, insetti e rettili.







L'escursionista in cerca di emozioni troverà di suo gradimento il ponte tibetano che attraversa ad una discreta altezza la valle. Risalendo poi per comodo sentiero (ad oggi, parte di questo è celato da una scarica di ciotoli caduta poco tempo fa) si attraversa più volte il torrente - occhio ai massi bagnati ;-) e per questo scivolosi - fino a sbucare poco sotto le mura di Castel Drena.
Nonostante l'abbia percorsa una miriade di volte in tutte le stagioni e con ogni tempo è sempre un giro piacevole soprattutto quando si ha poco tempo a disposizione. Ieri, era proprio una di quell giornate lì e così visto che, io ed Elena, passavamo per la val del Sarca non abbiamo saputo resistere alla tentazione. Per Elena era la prima volta: ne è rimasta favorevolmente colpita.
Presto, dato che ha preso confidenza con moschettoni e imbrago, la porterò a fare qualcosa di più impegnativo e ancor più appagante.



Mai zeder...

Si riprende la corsa!

Sabato.
Sono circa 10 giorni che non mi muovo un po' aerobicamente.
Ci sono stati i giorni toscani, i giorni di pioggia, i giorni di malattia e i giorni in cui c'era da fare altro.
Ora però ghè propri da nar senò chi...
Sono circa le 20.00 quando, nonostante fuori soffi un vento tutt'altro che calmo, mi avvio correndo incontro al giorno che sta morendo. Dopo il primo km in cui mi pareva di volare, la carenza di attività si è fatta sentire e così il fiato ha cominciato a diventare corto, la frequenza cardiaca è schizzata in maniera considerevole verso l'alto e le articolazioni degli arti inferiori hanno cominciato a scricchiolare. Mai zeder...volevo fare un'oretta e un'oretta è stata!



Peter Pan - Il Musical

In compagnia di Elena, dopo il relax in sauna, venerdì sera al Sociale di Trento è stata la volta di Peter Pan, il musical tratto dall'omonima e famosissima opera di J.M. Barrie e interpretato da Manuel Frattini già interprete del Pinocchio di alcune stagioni fa.
In un teatro gremito da persone di ogni età entriamo accolti dallo scintillio delle Pandistelline, il simpatico e luminoso omaggio offerto dai biscotti "Pan di Stelle".
Una splendida scenografia accompagnata da un accurato uso delle tecnologie multimediali ha trascinato il pubblico all'interno di casa Darling per poi, dopo un volo in un cielo stellato o meglio Pandistellato, condurci sull'Isola che Non C'è con i bambini sperduti ed il mitico Capitan Uncino accompagnato dalla sua ciurma di cattivacci.



Un nutrito gruppo di attori, 24 in totale, ci accompagna per circa 3 ore dentro il racconto alternando momenti di recita a momenti di ballo e canto.
Un bello spettacolo anche se, come capita spesso nelle grandi produzioni, si nota un dislivello di qualità tra attori principali e il resto del cast soprattutto per quanto riguarda la produzione vocale.
Buona la tecnologia del volo anche se, sfortunatamente verso la fine dello spettacolo si rende manifesto il trucco.


Deludente invece il raggio laser verde fosforescente che attraversando tutta la platea va a toccare i fondali ricoprendo il ruolo della fatina Trilli: un personaggio in carne ed ossa avrebbe potuto, a mio vedere, essere molto più efficace e piacevole.
Divertentissimo il coccodrillo che aggirandosi tra il pubblico azzanna i malcapitati spettatori.
Complessivamente una bellissima serata.

Il sito del musical è: http://www.peterpanilmusical.com/

Acqua In - Andalo

Venerdì pomeriggio.
Sono reduce da un breve episodio febbrile che mi ha costretto a letto mezzo giornata e quindi l'andar per monti, il correre o il pedalare non mi sembra la cosa migliore da fare.
Sono dalla sera prima in quel di Albiano e fuori il tempo non è dei migliori. Che fare? Starmene chiuso in casa non mi è mai piaciuto - talvolta nonostante la pioggia prendo e vado a farmi lunghe camminate solitarie in montagna - e quindi qualcosa bisogna sicuramente escogitare per non subire gli effetti della sindrome divano-simile.
A furia di scartare ipotesi su ipotesi la scelta cade sul nuovo centro benessere di Andalo. Recentemente aperto, dopo averci passato alcune ore in compagnia di Elena e Maura, credo rappresenti un ottima e più economica alternativa all'ormai classico Acqua Arena di Bressanone. Superato l'imbarazzo della nudità, ci si può infatti rilassare in numerose saune, nell'ampio bagno turco o nella stupenda vasca idromassaggio situata all'esterno.
Una luce più soffusa e un po' di musica soft all'interno delle singole saune potrebbero rappresentare, a mio parere, una miglioria da tenere in considerazione ma, anche così sono state ore piacevoli e rilassanti.
Sicuramente un posto dove tornare più volte magari dopo una lunga e appagante sgambettata tra le guglie del Brenta.

Per maggiori informazioni: http://www.acquain.it/saune/index.htm

giovedì 17 aprile 2008