35°C esterni e acqua prossima alla temperatura di ebollizione, alla faccia delle proprietà colligative, per questa traversata che ci ha impegnati per circa un oretta. E stasera si torna in falesia a TN :)
Caldissima giornata ieri, così, dopo la sgambata mattutina solitaria per i monti , ad ora di pranzo sono al lago di Caldonazzo a friggermi un po' al sole. Un paio di tuffi, due chiacchiere con il bagnino che non vedevo dai tempi dell'università ed eccomi nuovamente in acqua..inizio a nuotare senza fretta e senza obiettivi e, dato che l'acqua è ancora uno specchio, ad un certo punto miro a punta indiani raggiungendo così l'altra sponda del lago. Ritornare a piedi ovviamente non è consentito - almeno nella mia testa - e quindi dopo brevissima pausa mi son riavviato verso il pontile.
"Si va in montagna per essere liberi, per scuotersi dalle spalle tutte le catene che la convivenza sociale impone, per non inciampare ogni due passi in imposizioni e proibizioni. Si va in montagna anche per sottrarsi a norme ammuffite, per sbizzarrirsi una buona volta e immaginare nuove energie"(Tita Piaz)
Un albero sotto i raggi del sole, un sasso segnato dalle intemperie, un animale, una montagna: tutti hanno una vita, una storia, vivono, soffrono, affrontano i pericoli, godono, muoiono. Ma non sappiamo il perchè. (H. Hesse)
"Si vive sinché s'impara. Sinché s'impara la morte è lontana; la morte viene quando hai cessato d'imparare. In quelo momento comincia il lento suicidio della memoria [...]. Non vuoi novità. Le cellule si spengono una ad una. Il cervello s'inabissa perché non ti serve più, ma hai deciso tu che non serve più. Il corpo non risponde. Se decidi che non hai più nulla da imparare, il corpo smette di servirti."