
venerdì 30 dicembre 2011
Immondizionario 2011

martedì 27 dicembre 2011
Skialp 2011-2012 - Paganella
Ale & Andrea
lunedì 26 dicembre 2011
I figli dell'ultimo banco
domenica 25 dicembre 2011
Il tuo cuore mi appartiene
Il ragazzo che era in lui
Skialp 2011-2012 - Paganella
Ale, Lorenzo & Martina
Nuovamente Natale e nuovamente in cima alla Roda a brindare con gli amici skialpers.
Adesso però ho voglia di K!
sabato 24 dicembre 2011
Due storie sporche
venerdì 23 dicembre 2011
Bletterbach
Ale & Francesco
Cascate magrissime stamane al Bletterbach dove già alle 8 di mattino erano 2°C. Che inverno atipico :(
lunedì 19 dicembre 2011
Skialp 2011-2012 - Monte Muro: buona la prima!
sabato 17 dicembre 2011
Ricucire la vita
martedì 13 dicembre 2011
Sicurezza in montagna....
lunedì 12 dicembre 2011
venerdì 9 dicembre 2011
Cima Rocca e cima Capi
Cima Rocca - EEA - Prealpi Ledrense
martedì 6 dicembre 2011
Diario di guerra
"È l'estate più bella della mia vita, e anche se vivessi cent'anni, queste per me rimarranno la primavera e l'estate più belle. Di pace non se ne vede ancora granché, dicono tutti. Ma per me è pace, pace!". Così scrive una Ingeborg Bachmann diciottenne, alla capitolazione del Terzo Reich, nel suo diario del 1945, fortunatamente salvato dall'oblio. Un diario di stupefacente intensità, che testimonia la profonda ripugnanza etico-estetica nei confronti del nazismo, l'euforia per la caduta della tirannide. E che racconta un grande amore, di cui ci rendono partecipi anche le lettere che al monologo della Bachmann fanno qui da contrappunto, scritte dal misterioso Jack Hamesh, giovane soldato britannico ma in realtà ebreo viennese, fuggito nel 1938 in Inghilterra e tornato nell'ex patria da liberatore. Lui le bacia la mano, lei corre ad arrampicarsi in cima a un melo e decide di non lavarsela mai più. Poi ci saranno gli incontri assidui, l'amicizia impetuosa, le conversazioni sugli scrittori amati da entrambi - Mann, Zweig, Hofmannsthal -, le attese, la lontananza, i lunghi silenzi. E le lettere appassionate e dolenti di Jack che dall'età di diciotto anni vaga per il mondo, e solo nella divisa di un esercito straniero ha trovato, fugacemente, un simulacro d'identità - a colei che lo ha lasciato andare via, che non ha voluto chiedergli di restarle accanto. Che cosa gli è rimasto di quel breve ritorno a casa, di quella ragazza affascinante? A noi, di certo, molto...
venerdì 2 dicembre 2011
Sentiero dei contrabbandieri
lunedì 28 novembre 2011
Cosa tiene accese le stelle
Maria, la nonna di Mario Calabresi, andava a letto esausta, dopo una giornata spesa a lavare montagne di lenzuola e pannolini. Quella sera, quella in cui per la prima volta aveva usato la lavatrice, è stata, nei suoi ricordi, lo spartiacque tra il prima e il dopo. Calabresi ha ricomposto i frammenti di un tempo in cui si faceva fatica a vivere ma era sempre accesa una speranza, e di un presente così paralizzato da non riuscire a mettere a fuoco l'esempio di chi non ha smesso di credere nel futuro. Ed ecco un viaggio nel vissuto del nostro Paese attraverso le storie di chi - scienziati, artisti, imprenditori, giornalisti e persone comuni - è stato capace di inseguire i propri sogni, affrontando a testa alta le sfide collettive e individuali del mondo di oggi. C'è chi è riuscito a offrire una speranza per i malati incurabili, chi è diventato un prestigioso astronomo e spera ancora di vedere l'uomo su Marte, chi ha trasformato la sua tesi di laurea in un'azienda californiana di successo, e chi ha deciso di cambiare il proprio destino giocando l'unica carta a sua disposizione, lo studio. Per intuire che in mezzo allo sconforto diffuso la strada esiste, perché coltivando le proprie passioni non si rimane delusi e perché la libertà si conquista, anche, con la volontà. Per scoprire un giacimento di vita, energia e coraggio, un luogo in cui "le stelle si sono accese per guidare il cammino degli uomini, la loro fantasia, i loro sogni, per insegnarci a non tenere la testa bassa, nemmeno quando è buio".
domenica 20 novembre 2011
Lo sceriffo di Nottingham
I pesci non chiudono gli occhi
A dieci anni l'età si scrive per la prima volta con due cifre. È un salto in alto, in lungo e in largo, ma il corpo resta scarso di statura mentre la testa si precipita avanti. D'estate si concentra una fretta di crescere. Un uomo, cinquant'anni dopo, torna coi pensieri su una spiaggia dove gli accadde il necessario e pure l'abbondante. Le sue mani di allora, capaci di nuoto e non di difesa, imparano lo stupore del verbo mantenere, che è tenere per mano.
" Non solo da una cima di montagna,
anche in un microscopio si scorgono orizzonti. "