domenica 5 luglio 2009

Cristallo parete nord

5.30 circa con Alessio, dopo aver percorso nella notte una libera val Venosta, ci troviamo al mitico passo dello Stelvio - sogno-incubo di ogni ciclista -per salire la parete nord del monte Cristallo.



Dopo aver goduto di una splendida alba, saliamo sulle piste ancora quasi perfettamente tenute sull'ampio ghiacciaio;mentre guadagniamo velocemente quota veniamo lentamente avvolti da una fitta nebbia che in breve limita la visuale a qualche metro. Indecisi sul da farsi proseguiamo nella salita venendo di li a breve premiati da uno splendido cielo azzurro che in lontananza lascia vedere le bianche moli del gruppo del Bernina.


Alba dal passo)
(Cime di Madaccio)

(Il gruppo del Bernina)
(Il monte Cristallo)
(Alessio)
(Alessio verso il Cristallo)

Giunti alla base della parete, faticando un po' a individuare il punto ottimale per la salita cominciamo a inerpicarci sul pendio che dopo la crepacciata nei pressi delle piste da sci si porta abbastanza ripido (inclinazione tra i 50° e i 55°) verso la vetta alternando tratti di neve a tratti ghiacciati.

(Alessio all'attacco della via)





(Alessio sulla nord)

Giunti in vetta si gode di un panorama a dir poco glaciale grazie all'Ortles, al Gran Zebrù e via via il Cevedale fino al pizzo Tresero; mozzafiato anche le ripide pareti che degradano violentemente verso l'abitato di Bormio.

(Gran Zebrù, Cevedale, Pasquale)
(Panorama verso Bormio)
(Alessio in vetta)
(Io in vetta)
(Alessio sulla cresta del rientro)
(Lo schizzo di salita della via)

Di ritorno lungo la facile cresta su cui passa la via normale, causa problemi intestinali di Alessio, abbandoniamo l'idea di salire sulle vicine cima degli Spiriti e cima Payer :-(. Sarà per un'altra volta.

(Mitico passo dello Stelvio)


Di ritorno verso casa, obbligatoria è una tappa alla birreria Forst che con i suoi succulenti piatti a base di carne e dell'ottima birra è un'ottima consolazione alle cime mancate ;-).
Mai zeder..

Da oggi nuova cornice - sicuramente più decorosa - per le foto.

sabato 4 luglio 2009

Dottor Niù

Come sta il mondo? Male. Malissimo. Sballano i governanti. Sballano i governati. Le mucche, i mari, i climi, tutta la terra sballa. E, a maggior scorno, avanzano globali e fatali, gli apostoli del nuovo. Del niù. New economy, new holidays, new way of life. Anche la Storia, la vecchia Storia dei sussidiari, cambia musica. Fra un brivido e una risata, Benni commenta, smaschera, anticipa. Diabolicamente.

Un libro divertentissimo che vale la pena di leggere :-D

giovedì 2 luglio 2009

Ai Pochi con Norberto


Trail sotto la pioggia

Assieme a Michele e Tiziano abbiamo dovuto mestamente fermarci prima della metà del giro che avevamo in mente a causa di un bel temporale che nel ritorno dal rifugio 7 Selle ci ha scortato con una fredda e copiosa pioggia.



Bello così.
27 minuti per la salita al rifugio :-D

domenica 28 giugno 2009

Presanella scivolo nord

Sabato 27



Con Mirco partiamo da casa verso mezzanotte e ci dirigiamo nell'alta val di Sole con meta il vecchio forte dei Pozzi Alti situato sopra Stavel che si raggiunge con una stretta e scomoda carrozzabile che ripida ripida sale in uno splendido bosco.
Verso le due armati di frontalini e con gli zaini carichi di tutto il necessario cominciamo a risalire il sentiero che in meno di un'ora ci porta al rifugio Denza; assieme a noi salgono anche 4 ragazzi del mantovano che più fortunati di noi, hanno potuto dormire un po' in tenda.

(Mirco sul ghiacciaio)
(Alpinisti sul ghiacciaio)
(Crepaccio)
(Mirco sul ghiacciaio)
(Alba sul ghiacciaio della Presanella)
(Alba sul ghiacciaio della Presanella)
(Alba sul ghiacciaio della Presanella)
(Alba sul ghiacciaio della Presanella)
(Mirco)
(Montagne all'alba)
(Alba sul ghiacciaio della Presanella)
(Alpinisti mantovani)

Dopo aver aspettato un po' che il giorno lentamente facesse capolino, alle 4 circa ci incamminiamo verso il soprastante ghiacciaio che con una marcia di più di due ore tra enormi e profondi crepacci ci porta all'attacco dello scivolo.

(Lo scivolo nord)
(Sullo scivolo)
(Sullo scivolo)
(Sullo scivolo)
(Parte alta dello scivolo)
(Mirco in uscita dallo scivolo)
(Mirco in uscita dallo scivolo)


La salita, lunga circa 500 m e con pendenze fino ai 60° avviene quasi senza inconvenienti e in circa 3 ore sbuchiamo sulla sommità della Presanella che purtroppo, durante la salita, è stata avvolta da grige nubi che non lasciano presagire nulla di buono :-(.

(In vetta)
(In vetta)
(Alpinisti sulla normale sotto cima Vermiglio)
(Ghiacciaio dell'Adamello)
(Ghiacciaio dell'Adamello)
(Mirco scendendo dalla normale)
(Io scendendo dalla normale)

Di li a poco infatti comincia a nevicare ma noi, appagati dalla salita, non ci lasciamo intristire e così allegramente cominciamo la discesa sulla lunga ma facile normale che ci riporta verso valle.

(Scendendo dalla normale)
(Rifugio Denza)
(Mirco ed io)
(Presanella e cima Vermiglio)

Che fatica :-)

venerdì 26 giugno 2009

Ancora agilità


Assieme a Norberto che purtroppo dopo i primi 5 km ha forato abbandonando così il giro.
56 minuti per un non ciclista come me vanno più che bene :-)

giovedì 25 giugno 2009

Il traduttore del silenzio

Daoud è nato in un piccolo villaggio di capanne, nel Darfur. Capanne rotonde, spaziose, con il tetto di erba che quando piove profuma di buono. E nonostante sia stato lontano anni, prima per studiare in città, poi per lavorare in Libia, Daoud l'ha sempre portato nel cuore. Tanto che, dopo varie e drammatiche vicissitudini, ha deciso di tornare a casa, facendo il percorso inverso a quello di milioni di profughi. Ha ritrovato la sua gente, suo padre e i suoi fratelli, in particolare l'amato Ahmed, appena prima di perdere tutto. Un giorno il villaggio è stato attaccato, le capanne bruciate e Ahmed è stato ucciso. L'ha sepolto Daoud con le sue mani, nella sabbia, prima di incamminarsi nel deserto con i sopravvissuti. Alle loro spalle, le colonne di fumo disperdono nell'aria le ceneri di case, alberi, e anche dei corpi dei vecchi che non hanno voluto o potuto andarsene. Lontane dalla ribalta del mondo, scene come questa accadono quotidianamente nel Darfur. In questa regione del Sudan tanto povera in superficie quanto ricca nel sottosuolo, si consuma da più di vent'anni un genocidio silenzioso e indisturbato, per mano dello stesso governo sudanese.

Un libro che per la drammaticità degli esempi merita sicuramente una lettura.

Agilità sopra Pressano


Ai Pochi di Salorno

Mercoledì 24