sabato 3 gennaio 2009

Gronlait

Venerdì 2






Dopo la splendida giornata sul monte Cola di ieri, questa mattina con Luca ghera ancora da nar e, viste le condizioni nevose trovate in zona, abbiamo deciso di avventurarci sul Gronlait, bellissima cima che sovrastando la val dei Mocheni offre anche uno splendido panorama sul Trentino.
Partiti dal ristorante alle Pozze, dopo un breve tratto nel bosco, superato il piccolo ma delizioso lago delle Prese, ci avviamo lungo la val Portella che sale tra i pendii del Gronlait verso ovest e del Laitonato e Hoabonti verso est. La traccia di altri scialpinisti, che sale spigolosa tra deliziose baite semi sommerse dalla neve, ci porta verso l'alto fino a quando, poco sotto un piccolo riparo nel bel mezzo della valle, cominciamo a risalire le ripide zeta che portano verso la cima.

(Baite verso il Monte Cola)



(Baite in val Portella)

Luca, che fino a quel momento ha retto bene il ritmo, comincia a patire un po' la pendenza anche perché la tecnica, essendo poco avezzo allo scialpinismo, non è delle migliori; come non bastasse, la pelle di uno degli sci si stacca un paio di volte :-|. Un paio di giri di cerotto di un gentile padoan risultano essere miracolosi.


(Hoabonti)
(Luca durante la salita)

(Scialpinisti sul Fravort)

(Verso la cima)

Giunti sui prati sommitali, in vista della croce, rimaniamo ammaliati dallo splendido panorama e cielo; sulle cime circostanti si notano numerosi gruppi di scialpinisti che si preparano per la discesa.


(Luca verso la cima)

(Paganella e dolomiti di Brenta)
(Gronlait)
(Panorama dalla cima)
(Io e Luca)

(Io)

Giunti in vetta, dopo le foto di rito e una pausa rifoccilatoria - solo per Luca - cominciamo la discesa su uno splendido pendio. Poco prima del nostro arrivo alla macchina Luca, scombussolato dal freddo, decide di svuotare lo stomaco sentendosi subito meglio: che schifo :-D.


(Italia uno :-) )
Splendida giornata :-).
Mai zeder...

Monte Cola

1 Gennaio





La neve che copiosa è caduta la notte a cavallo dell'anno nuovo non ci ha permesso di andare a godere l'alba di un nuovo anno...verso le otto però il tempo è un po' migliorato e quindi decidiamo di partire confidando anche nelle previsioni meteo che davano bel tempo per il pomeriggio. 
Si torna nuovamente sul monte Cola dato che i bellissimi pendii quest'oggi saranno candidi candidi e probabilmente anche privi di tracce di altri scialpinisti. Alla partenza siamo io, Elena, Daniele e Luca ma poi, circa a metà percorso veniamo raggiunti da Tiziano e Massimo che hanno dovuto posticipare la partenza. 


(Baite d'inverno)

(Io- foto di Daniele)

(Io e Elena - foto di Daniele)
(Daniele)

(Luca)

Il tempo è stupendo e finché non si giunge in val d'Ilba anche la temperatura è ottima permettendoci da salire in tenuta quasi estiva. Arrivati all'imbocco della valle, mentre Hoabonti e Cola si mostrano nella loro splendida veste invernale, un vento gelido ci ricorda che l'inverno è appena cominciato e ci costringe a indossare abiti più pesanti. 
I due ritardatari, ma ben allenati, ci precedono salendo anche sull'Hoabonti per poi riunirsi a noi nei pressi della croce del Cola. 


(Quasi in vetta)

(Monte Cola)

La neve è davvero stupenda e la discesa già di per sé una favola è abbellita dai colori del tramonto che lentamente colorano di rosa il manto nevoso.

(Massimo in discesa- foto di Daniele)

(Tiziano in discesa- foto di Daniele)

(Elena)

(Ultime luci in val d'Ilba)
Mai zeder...

martedì 30 dicembre 2008

Verso il Monte del Pascolo

Domenica 28



Originalmente si pensava di andare sino al Brennero per salire cima Vallaccia ma poi, visto il freddo siberiano che attanagliava l'Alto Adige già sopra Bolzano, dopo un breve consulto con Elena, Luca e Michele si è deciso di rimanere più a sud e quindi, all'uscita del casello di Chiusa, ci siamo diretti verso l'alpestre paese di Latzfons con meta il Monte del Pascolo.


(Michele, Elena, Luca)

Giunti al ghiacciato parcheggio, con una deliziosa temperatura di - 13°C, ci siamo avviati per dolci stradine di montagna che, appena dopo la fascia boschiva dei larici, permette di godere uno splendido panorama sul gruppo del Sasso Lungo verso est, mentre verso ovest offre suggestivi scorci sulla cima di San Cassiano, sul Ritzlar, sul Plackenhorn, sulla cima di San Lorenzo e ancora più a nord sul monte del Pascolo.


(Cima S. Lorenzo)

(Durante la salita)

(Cima S. Cassiano con il rifugio Chiusa)

La salita avviene senza particolari intoppi ma, circa dopo un'ora, un insistente e gelido vento comincia a sferzare i candidi prati sollevando generose manciate di polverosa neve...ghè da nar...sta diventando davvero freddo e quindi, nonostante la cima sia ancora lontana preferiamo scendere e portarci in luoghi più miti.
Al parcheggio è stato divertente, tranne che per qualcuno :-D, godersi le comiche scene di me che cercava di togliere in maniera indolore lo scarpone dal piede recentemente piagato di Elena ;-).


(Luca ridens)

(Tragicomicità)


(Michele)

Mai zeder...

Monte Cola

Partenza a mezzogiorno dal ristorante alle Pozze - sta matina gavevo son - in una splendida e caldissima giornata di fine dicembre. 






Dopo pochi metri mi aggrego alla coppia formata da Mauro e Ketty e con loro salgo verso un imbiancatissimo monte Cola.


(Baite in val d'Ilba)

Il percorso ideale percorre per tutta la sua lunghezza l'ampia val d'Ilba ma noi, preferiamo tenerci un po' più verso est e percorrere la bellissima spalla nord che risale verso la cima. 


(Il Fravort)

(Valanga a lastroni)
(Mauro e Ketty)

(Cornici verso cima 12)

(La val d'Ilba sovrastata dall'Hoabonti)

Nella neve, bella polverosa, lungo la salita si riescono a riconoscere le impronte lasciate da una lepre; nelle vallate circostanti, sono invece numerosissime le serpentine lasciate dalla miriade di scialpinisti che in questi giorni hanno deciso di salire su questa bella cima che offre uno splendido panorama su tutto il Lagorai e su un sacco di altri gruppi montuosi. 

(Io in vetta al Cola)

(Mauro e Ketty in vetta al Cola)
(Scialpinista verso le Pale di San Martino)
(Gruppo Ortles-Cevedale)

(Cima 7 selle)

Complice il gran caldo salgo fino alla croce di vetta in canotta. Dopo alcuni scatti e quattro chiacchiere ci spostiamo verso l'Hoabonti e da qui, tolte le pelli e chiusi gli scarponi si scende su neve splendida. 


(Mauro e Ketty in discesa)
Mai zeder...
Ciao Mauro e Ketty