venerdì 19 dicembre 2008

Verso il Col Santo

Giovedì 18

Il meteo aveva previsto una bella giornata di sole e questa volta, stranamente, non ci ha azzeccato più di tanto. Ghè da nar istes...



Norberto ha rinunciato all'ultima lezione di basi neurali per un giro nella neve e quindi, nonostante il pericolo valanghe sia al grado 4 su una scala d 5, ci portiamo in quel di Giazzera - un nome una garanzia - con meta il Col Santo che, con i suoi dolci pendii può essere uno di quei luoghi ove il rischio è minore. Arrivati sul posto, sferzato da un vento insistente, il piccolo parcheggio conta diverse macchine e alcuni scialpinisti - che con analoga valutazione hanno scelto questo luogo - si sono appena messi in moto. 
Dopo il breve tratto irto del sentiero delle Uhl, lo scenario si apre sui stupendi prati del Pazul con le sue deliziose baite d'altri tempi.


(Altissimo di Nago)

(Sul Pazul)

(Slavina in val dei Lovi)

Poco al di sotto del bait del Marisa, si nota una slavina che attraversa per tutta la sua lunghezza la sottostante val dei Lovi - meio star su con le recie.


(Norberto)

(Norberto)

(Stivo e sullo sfondo il Carè Alto)

(Norberto)

Il tempo intanto sta repentinamente cambiando idea un vento sempre più forte e sempre più freddo sussurra strane melodie tra le spoglie estremità dei larici che ci circondano. Che fare? Meglio tornare sui propri passi... il Col Santo lo saluteremo in un prossimo futuro.
Mai zeder...

martedì 16 dicembre 2008

King Rock

Sabato 13

A causa della pioggia, l'idea di andare a rilassarsi alle terme di Colà ha lasciato il posto a qualcosa di più dinamico spingendo un nutrito gruppo di climbers al King Rock in quel di Verona. 
Palestra gigante con più di 150 vie di tutte le difficoltà, dalla parete appoggiata per i principianti agli strapiombanti tetti per i più esperti, e vasta area boulder dove mettere a dura prova la muscolatura degli arti superiori. 


(Si rispolverano le tecniche di sicurezza)

(Elena)

(Norberto ed io)

Mentre Norberto (appoggiato in parte da Elena), poco incline alla verticalità, si è innamorato del boulder - buon per lui... - Paolo, Laura, Daniele e Luca invece hanno mantenuto la loro innata passione per la salita verticale. 
... ora non ci resta che convincere i nostri politici a dedicare un po' di soldi alla costruzione di una struttura analoga in val d'Adige. Utopia...

lunedì 15 dicembre 2008

Zucchero in concerto al Palaonda di Bolzano

Uno splendido concerto con uno Zucchero in splendida forma e, nonostante l'età, con ancora un'ottima voce. Mentre Maura era proprio davanti al palco con un suo amico, io, Elena e Luca ci siamo goduti lo spettacolo qualche fila dopo.



(Zucchero)

(3F... ;-) )

Si è fatto tutto il possibile

È mattina presto. Un uomo è chiuso nel suo studio di primario, in ospedale. E ricorda. Quell'uomo è Mario Valenti, anestesista, docente universitario e professionista navigato, uno che la vita l'ha "sempre presa in pugno" e tenuta ben salda. Nella solitudine della sua stanza, quell'uomo ricostruisce l'opprimente cadenza degli eventi che l'hanno portato fin lì. La sua vita, a un certo punto, sembra essersi trasformata in un domino le cui tessere si abbattono una dopo l'altra. A mettere in moto la reazione a catena è stato un tragico errore in sala operatoria: l'aver scambiato una fiala e iniettato al paziente un farmaco sbagliato, provocandone la morte. Da allora, il corso della sua esistenza risulta ineluttabilmente alterato. Lui, che pure aveva progressivamente spostato in avanti il proprio limite del giusto, del lecito, del possibile, in nome della carriera, del potere, della soddisfazione personale, adesso è smarrito. E il peso che si è ritrovato addosso lentamente lo schiaccia.

martedì 9 dicembre 2008

Cima Juribrutto

Lunedì 8






Al parcheggio di Malga Vallazza, situata pochi tornati al di sotto del passo di Valles, la temperatura era solo di -13°C, il gruppo composto oltre che da me, da Daniele, Elena, Luca, Maura e Norberto aveva qualche timore per il troppo freddo.
Ghè da nar...un centinaio di metri sopra di noi infatti, il sole sta già illuminando la bianca distesa di neve che copre i pendii che salgono verso la cima. 


(Salendo a cima Juribrutto)
(Elena, Maura, Luca, Norberto)
(Luca)

(Norberto)

Inseguiti da un esercito di scialpinisti, risaliamo ridendo e scherzando verso la cima calpestando una soffice e polverosa neve; dietro di noi da bella mostra di sé il gruppo delle Pale di San Martino e, spostandosi verso Est, la Civetta e il Pelmo. Nel cielo, sgombro da nuvole, si possono notare una decina di palloni aerostatici che con le loro tonalità sgargianti colorano lo splendido azzurro odierno.

(Palloni aerostatici)
(Cima bocche comincia a far capolino)
(Maura e Elena durante la salita)

(Daniele durante la salita)
(Cima Bocche)
(Io durante la salita)

(Luca e Elena durante la salita)

Sulla cima, complice anche lo splendido panorama, Daniele si sbizzarrisce a fare le più disparate foto...

(Elena e Maura)
(Io sulla cima)
(Gruppo del Sasso Lungo)
(Gruppo del Catinaccio)

(Passo San Pellegrino e Gruppo della Marmolada)
(Norbeto, Elena, io, Maura, Luca, Daniele)

Un leggero venticello, mica tanto caldo, ci scuote dalla beatitudine del luogo e ci invita a scendere verso valle alternando tratti di neve crostosa a divertentissima polvere. 
Una buona merenda - per meglio dire un pranzo posticipato - rinfrescata da una deliziosa bottiglia di vino bianco, ci conduce verso la fine di questa bellissima giornata :-D.

venerdì 5 dicembre 2008

In Paganella con Elena

Venerdì 5


(Una super innevata Paganella)

Una giornata stupenda con un bel sole, metri e metri di neve sulle montagne, il giornaliero all'ottimo prezzo - dovrebbe essere sempre così - di 15 euro, il mio giorno di riposo anche se in realtà ho appena smontato una poco felice notte, la voglia di sciare...
Ghè da nar...
Con Elena, per una volta senza fare fatica, ho trascorso splendide ore sulle semideserte piste della Paganella, godendo dello splendido panorama su tutto il Trentino.


(Elena sulla cima)
(Il Brenta dalla cima della Paganella)
(Io sulla cima)

mercoledì 3 dicembre 2008

Paganella

Le condizioni attuali del manto nevoso, ancora troppo instabile, non permettono di intraprendere gite in ambiente e quindi anche oggi, dopo una mattina dedicata allo studio mi sono fiondato nuovamente in Paganella. 


(Paganella dalla val d'Adige)

(Cime di Vigo dalla val d'Adige)


Ancora per oggi sono salito dalle piste, poco frequentate per ora, ma dalla prossima volta è d'obbligo riprendere a salire fino in cima grazie alla vecchia 33. 


(Nuvoloni su cima Rocca Piana)

(Paganella in veste invernale)

(Gronlait e Fravort)

La nebbia sulla cima ha impedito di godere di un Brenta immacolato - l'ho visto nel rientro dalla selletta - e ancora non calpestate dai gatti hanno ripagato della lacuna in fatto di panorama.


(Trame nevose)

(Siesta...)

Per concludere al meglio la giornata un tramonto da favola con un continuo susseguirsi di cambi di cromie. :-)


(Tramonto invernale)

(Tramonto invernale: Fregasoga, Monte Croce, Rujoch)

Mai zeder...

martedì 2 dicembre 2008

Non morirai di questo male

Nell'agosto del '93 il dottor Mauro Todisco conosce casualmente il prof. Luigi Di Bella. Scopre così che questo scienziato schivo, distante da qualsiasi forma di protagonismo e pressoché sconosciuto al vasto pubblico, è il medico che per primo al mondo ha utilizzato a fini terapeutici la Melatonina, una sostanza prodotta dall'organismo alle cui proprietà curative si sta interessando la comunità scientifica ogni giorno di più.
Gli incontri col Professore segnano il filo narrativo attraverso cui Todisco racconta la vita e il percorso scientifico di Luigi Di Bella avvalendosi, fra l'altro, anche della testimonianza di alcuni pazienti oggi vivi grazie alle cure dell'insigne studioso.

Con Elena a Malga Pez

Fuori nevica, tutto intorno a noi è bianco quando arriviamo al passo Redebus e, come ipotizzato,di  altri malati non c'è traccia: come non si fa ad andare a camminare con metri e metri di neve che ti cadono sulla testa? Troppo bello... :-)
Messe le ciaspole, abbandoniamo la strada e ci incamminiamo in un candido mare bianco ove, qua è la, affiorano strani esseri statuari, misteriosi abitanti del bosco che, camuffati dalla neve, ci stanno a spiare mentre felici e contenti progrediamo lentamente, sprofondando ad ogni passo fin sopra al bacino. 


(Io in un tratto nel bosco dove la neve non era tanto alta)

(Elena)

(Elena durante la salita)

(Pinguino ?!?)

(Il bosco sommerso dalla neve)

Sin da subito si capisce che la nostra meta escursionistica deve essere drasticamente ridimensionata e così, in un bosco reso ancora più fitto ed impenetrabile dalla neve caduta, ci limitiamo a raggiungere la radura di malga Pez. 
Che fatica...un'ora per fare il percorso che durante l'estate mi impegna per molto meno di dieci minuti. 
Che splendide sensazioni/emozioni nel bosco... :-)