(Ultime luci nel bosco)
sabato 22 agosto 2009
lunedì 17 agosto 2009
Asino chi non legge
Nel pomeriggio ho "letto" se così si può dire questo piccolissimo libro che Stefano Benni dedica ai bambini. Tra le varie questa mi è piaciuta particolarmente.
Brava Emiliana
Questo pomeriggio, nonostante il caldo torrido, dopo un sacco di tempo che gliel'avevo promesso ho portata Emiliana ad arrampicare. Scarpette della sua misura però mica ne ho trovate tra gli amici/che quindi, ricordando tempi passati l'ho costretta a seguirmi con gli scarponi sui facili 200 m di 3°-4° della via 46° parallelo sulle placche zebrate. Un vero successo :-).
Certo portare la prima volta ad arrampicare una persona su una via di più tiri può essere anche un azzardo ma come dice un vecchio detto: "chi non risica non rosica" ;-).
Discesi a valle, visto che il tempo certo non mancava ci siamo concessi anche una rilassante e rinfrescante ferrata al Rio Sallagoni sotto il piccolo ma pittoresco castello di Drena.
Brave Emi.
Margherita Dolcevita

Margherita Dolcevita è una ragazzina allegra, intelligente e appena sovrappeso, con un cuore che di tanto in tanto perde un colpo. Vive con la famiglia fra città e campagna. Un giorno, davanti alla sua casa, spunta, come un fungo, un cubo di vetro nero circondato da un asettico giardino sintetico e da una palizzata di siepi. Sono arrivati i signori Del Bene, i portatori del "nuovo", della beatitudine del consumo. Amici o corruttori? La famiglia di Margherita cade in una sorta di oscuro incantesimo, nessuno rimane immune. E su chi fa resistenza alla festa del benessere, della merce, del potere s'addensa la nube di misteriose ritorsioni.
Un libro divertentissimo che non può non essere letto :-D.
sabato 15 agosto 2009
Gran Paradiso
Martedì 11 - Mercoledì 12
E così, dopo i soliti 450 km di autostrada, le ore di macchina e un po' di casino in autogrill assieme a Elena, Luca e Michele mi trovo a cercare un posto nel gremitissimo e caldissimo parcheggio di Pont Valsavarenche; fortunatamente in breve riusciamo a trovare un buco che dopo un parco pranzo verrà sostituito da un "ampio pertugio tra due campers.
Fa veramente caldo ma io, a dispetto dei miei compagni di avventura, preferisco risparmiare un po' di peso sulla schiena e salire il lungo ma poco faticoso sentiero che porta al rifugio Vittorio Emanuele già con i pantaloni lunghi relegando gli shorts nel baule assieme ad altro inutile vestiario.
In circa un'ora e mezzo raggiungiamo il rifugio e il suo piccolo specchio d'acqua in cui maestosa si specchia la candida mole ghiacciata del Ciarforon e tutt'intorno un'orda di scalpitanti alpinisti che altro non aspettano che giunga l'alba per partire verso la cima.
Subito dopo cena ci infiliamo negli accoglienti box posti nei pressi del rifugio e passiamo una notte abbastanza tranquilla anche se la presenza di tre idioti che poco conoscono le basilari regole di convivenza rovinano un po' l'atmosfera.
(Ciarforon al tramonto)
Nel buio delle cinque, quando già un buon serpentone di frontalini si è dipartito dal rifugio, ci incamminiamo con temperatura mite verso l'attacco del ghiacciaio che raggiungiamo pochi minuti prima dell'alba. Sul facile e poco ripido ghiacciaio alternando tratti di ghiaccio vivo a roccette e tracce su neve ci alziamo di quota un po' rallentati dall'eccessiva quantità di persone che si stanno dirigendo in vetta e da un intenso e gelido vento che ci accompagnerà fin poco prima della cima.
(Il serpentone che sale verso la cima)
Caos e antropizzazione regnano sui grandi blocchi della sommità quindi, fatta qualche foto di rito, ci portiamo nuovamente sotto la crepacciata terminale per riposare un po' e commentare un po' l'ascensione.
(Serial Alpinisti)
Sulla via del ritorno, accompagnati da una bellissima temperatura, scivolando poco prima del rifugio mi procuro una bella contusione in zona lombare che per un attimo mi fa vedere le stelle ma poi, fortunatamente, si risolve in una grassa risata dei miei amici.
Scendiamo velocemente a valle e ci indirizziamo verso casa.
lunedì 10 agosto 2009
Passo San Lugano con Luca e Norberto
Domenica 9
Purtroppo il GPS ha esaurito le energie proprio arrivati al passo quindi manca tutta la discesa lungo la val di Cembra.
Percorso: Nave S. Rocco - Egna - Montagna - Passo San Lugano - Molina di Fiemme - Capriana - Cembra - Lavis - Nave San Rocco
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