martedì 10 marzo 2009

Helena

La stagione dell'arrampicata non poteva cominciare in modo migliore :-).



Con Maurizio stamane abbiamo affrontato Helena, una via un po' alpinistica e un po' sportiva sulla parete di S. Paolo poco dopo l'abitato di Ceniga. Un'ottima roccia associata ad una buona chiodatura e a numerosi cordini in clessidra hanno reso la salita molto piacevole.


(l'attacco...)

(Maurizio sul secondo tiro)

(Maurizio sul secondo tiro)

Stupendo il tiro con con il grande strapiombo e superbo anche l'ultimo nonostante per un attimo a causa di un piede incastrato in una fessura abbia provato un gran dolore ;-).


(Maurizio affronta lo strapiombo)

(Maurizio)

(Maurizio nell'ultimo traverso)

(Io sull'ultimo tiro)

(Serial Climbers continua...)

Mai zeder...

lunedì 9 marzo 2009

Val Manara

Tutto il freddo che ho preso

Settembre inoltrato. Un uomo e una donna, in una notte fonda prossima all'alba, si incontrano per caso sulla spiaggia di un lago. Non si conoscono e non sanno di essere lì per la stessa ragione: farla finita. Giulio ha fatto un'ultima puntata al casinò. Sandra ha perduto un figlio. Lui, "cinico incompleto", creditore immaginario incapace di un rapporto diretto con la realtà, vince le iniziali resistenze lasciandosi affascinare dal dolore concreto di quella donna che ride per spaventare la paura e definisce l'amore "una cosa semplice". Complice la notte, il luogo si popola di altre presenze precarie e Giulio e Sandra hanno poche ore per raccontarsi qualcosa delle loro vite e, forse, per cambiare idea. Scritto in "bianco e nero", con incisività drammatica e senso del grottesco, il romanzo mette in scena un'umanità dolente che si incrocia in un luogo quasi metafisico, in attesa dell'alba, in attesa che qualcosa si rompa, che qualcosa succeda. E che infatti succede.

In bici con Gianni

Domenica 8



domenica 8 marzo 2009

Al rifugio S. Pietro


Dopo la "religiosa" mattina passata al santuario della Madonna della Corona, risaliti in macchina e arrivati nella frazione Ville al Monte del paese di Tenno lasciamo la macchina in un parcheggio deserto che offre splendidi scorci sulla "busa" arcense e sul lago di Garda. Rispetto al veronese qui sembra di essere in estate e un sole caldo ci accompagna nel breve tragitto che conduce al rifugio - un tempo eremo per frati - S. Pietro. 


(Rifugio S. Pietro verso lo Stivo)

(Panorama dal Rifugio S. Pietro)

La natura  già sbocciata, qua e la si vedono mazzolini di primule e violette, contrasta nettamente con le vette ancora abbondantemente innevate del Misone, dello Stivo, dell'Altissimo di Nago e delle Guglie di Pichea

(Primule)

(Primule)

(Le Guglie di Pichea)

Giunti al rifugio, visto il clima decidiamo di mangiare all'aperto e così, tra polenta, spezzatino, crauti e formaggi passiamo allegramente il pomeriggio baciati dal sole :-D.

(Luca, Angela, Emiliana, Elena ed io)
(Angela ed Emiliana)
(Luca, Angela, Emiliana, Elena)
(Luca)

(Elena)
Mai zeder... ;-)

Un'altro giro di giostra

Un altro giro di giostra è innanzitutto un itinerario alla ricerca di aiuto per la guarigione che ha portato Tiziano Terzani in Paesi e civiltà lontane e diverse; non solo un libro di viaggio, ma anche un cammino lungo i sentieri della ricerca interiore, spirituale e sapienziale.Un libro nel quale riaffiorano i temi da sempre cari al giornalista e scrittore fiorentino: la storia, la globalizzazione, il confronto di civiltà.La rivelazione della malattia, accolta dapprima con stupore misto a incredula indifferenza, in seguito con la frenesia di cure, visite, esami diagnostici e terapie, ha rappresentato per Terzani l’opportunità di compiere una riflessione sul significato dell’esistenza, tanto più intensa e coinvolgente in quanto intima e personale, vissuta sulla propria pelle. Di fronte all’imprevedibilità di un mare incurabile, anche il viaggiatore coraggioso, il cronista avventuroso, l’inviato di guerra sprezzante del pericolo si sente disarmato e vulnerabile, ma non si tira indietro.

"Viaggiare era sempre stato per me un modo di vivere - scrive nelle prime pagine - e ora avevo preso la malattia come un altro viaggio: un viaggio involontario, non previsto, per il quale non avevo carte geografiche, per il quale non mi ero in alcun modo preparato, ma che di tutti i viaggi fatti fino ad allora era il più impegnativo, il più intenso."  Il suo percorso di ricerca si snoda sulla scia della medicina tradizionale e alternativa: lo porta dapprima a New York e in un centro della California; segue un lungo girovagare per l’India, compresi tre mesi passati da semplice novizio in un ashram. E poi le Filippine, ancora gli Stati Uniti (a Boston), Hong Kong e la Thailandia. Infine, il ritorno nella quiete della regione himalayana, dove Terzani ha deciso di ritirarsi a vivere per molti mesi dell’anno. Tappa dopo tappa, il viaggio esterno alla ricerca di una cura si trasforma in un viaggio interiore, alla ricerca delle radici divine dell’uomo e alla "scoperta" della "malattia che è di tutti: la mortalità." Questa consapevolezza non significa però arrendersi al male.Al contrario, il libro di Terzani è un invito alla speranza e alla vita, un’esortazione a cercare l’unica cura risolutiva all’interno di se stessi."La storia di questo viaggio non è la riprova che non c’è medicina contro certi malanni… tutto, compreso il malanno stesso, è servito tantissimo. È così che sono stato spinto a rivedere le mie priorità, a riflettere, a cambiare prospettiva e soprattutto a cambiare vita. E questo è ciò che posso consigliare ad altri: cambiare vita per curarsi, cambiare vita per cambiare se stessi." 

Madonna della Corona

Sabato 7


(Paganella)

Il rischio valanghe dopo l'ennesima nevicata è davvero troppo alto - si verrà poi a sapere che uno sciatore e un escursionista sono morti rispettivamente in Paganella e sul Pasubio - e quindi accantonata l'idea di una scialpinistica decidiamo di tenerci in basso e di recarci alla Madonna della Corona. Dal paese di Brentino Bellunese in provincia di VR si risale un sentiero di 1500 scalini - più o meno grandi - che in breve portano a questo santuario costruito subito sotto una strapiombante parete.


(Santuario Madonna della Corona)

(Particolare)

(Santuario Madonna della Corona)

(Emiliana,Elena,Luca e Angela 
nei pressi della Chiesa del santuario)

La chiesa, costruita a ridosso della roccia merita sicuramente una visita. Mentre Elena, Angela ed Emiliana stavano risalendo il sentiero io e Luca, un po' ;-) più veloci siamo saliti anche sul crinale prativo che sovrasta il santuario godendo così di un bel panorama sul Monte Baldo e sul lago di Garda con la piana Veronese. 


(Luca verso il lago di Garda e il Baldo)

(Luca)

Ghè da nar...

(Elena e Luca nella discesa)

dobbiamo infatti portarci verso Riva del Garda per pranzare al rifugio S. Pietro...

lunedì 2 marzo 2009

Verso il monte Biaena

Venerdì 27

Al corno di Bo, facile placconata sopra il lago di Garda, il vento freddo è stato un ottimo deterrente per l'arrampicata e quindi, visto che erano solo le 11 con Elena e Daniele abbiamo pensato di spendere il resto della giornata su una delle cime situate al di sopra della valle dei Laghi.





Dalla frazione arcense di San Giovanni al monte, raggiungibile su bellissima strada da fare in bici, lasciando il Brento alle nostre spalle ci siamo incamminati verso il monte Biaena che, prevalentemente boschivo offre solo sulla cima un bel panorama sulle Giudicarie e sul lago di Garda.


(La chiesetta di S.Giovanni al monte)

(Case et alberi)

(Il Carè Alto)

La neve è ancora tanta e poco si confà alle nostre calzature primaverili - siamo tutti e 3 con le scarpe da trekking - ma nonostante ciò, ridendo e scherzando saliamo con i piedi sempre più umidi in un delizioso faggeto.


(Salendo il bosco del Biaena)

(La dorsale del Bondone con il Palon a sx e il Cornetto a dx)

(Baite nella neve)

Più in alto, poiché la neve si fa sempre meno dura e quindi la progressione diventa difficoltosa :-( , raggiunta un'anticima - bel panorama su Carè Alto, Presanella e dolomiti di Brenta - decidiamo di rimandare la cima ad un'altra volta e velocemente ritorniamo al punto di partenza.


(Gruppo della Presanella)

(Cima Ghez, Soran e Rosatti)

(Io e Elena - ph. di Daniele)
(Elena e Daniele)

Mai zeder...

Portofino