mercoledì 26 novembre 2008

Neve fresca è attesa...

Ombra Mai Fu & Mozart/Aqva

OMBRA MAI FU prende spunto da un'aria dell'opera ˝Xerses˝ di G.F. Händel, Un'ode all'ombra dolce e amabile prodotta dai rami di un albero. La coreografia prevede un quadro iniziale che ritrae il frenetico vivere quotidiano e i ritmi accelerati della vita in cui tutto sembra inarrestabile,per poi svilupparsi attraverso una progressiva simbiosi dell'uomo con le forme naturali.
MOZART/AQVA è un balletto che si ispira all'affinità dell'elemento acquatico con la leggerezza quasi naturale delle partiture mozartiane, creando una coreografia che vuole giocare sulla contrapposizione tra dionisiaco e apollineo, tra la forza della natura e la ricercatezza architettonica della musica barocca. Due mondi che si respingono, ma che divengono quasi come un respiro, la conseguenza, lo sfogo l'uno dell'altro.

L'altro ieri nel moderno auditorium di Rovereto, vicino al MART, con Elena e Maura. Bello spettacolo, ottima la scelta musicale fra i moltissimi capolavori di quel genio che fu Mozart. Un po' "inquietanti" i ballerini con il tutu... :-|.

Shake

Shake come scossa, trillo di campanello, come fessura quando ci si riferisce al legno, una ferita nella materia viva.
To shake come scrollare, scuotere, agitare, smuovere, miscelare, far crollare, indebolire, tremare, tentennare, far nascere un dubbio. 
Shakespeare viene percorso e ˝percosso˝ trasversalmente, le sue parole cadono come intemperie sulla vita quotidiana, a disegnare i sentimenti che oggi come allora travolgono l'uomo senza nessuna coerenza. Il lato oscuro di tanto Shakespeare racconta l'uomo fragile e animale, che non vuole la diversità, che non ha e non sa dare certezze, che sospetta e tradisce, che non distingue il confine fra realtà e finzione, incapace di riconoscere il vero o di sottrarsi al destino di un meccanismo perverso, che pretende il potere e lo ottiene con rabbia e molto sangue. 

Ieri con Elena - Maura non stava bene - al Cuminetti per questo bello spettacolo. Unica pecca la scarsa presenza di pubblico: eravamo meno di 50 in sala :-(.

martedì 25 novembre 2008

In Bondone con Elena

E così dopo tanto... sono riuscito a convincere Elena a provare le pelli di foca.



La giornata un po' fredda, le nuvole ammassate proprio attorno al Bondone, e il vento gelido non hanno però rovinato il pomeriggio e così, anche se non abbiamo calcato la cima, la gitarella è stata proprio piacevole. 


(Dolomiti di Brenta)

(Elena durante la salita)

(Tramonto invernale)

Bella anche la neve...peccato che sabato cominci la stagione turistica :-( : basta pace sulle nostre cime.

lunedì 24 novembre 2008

Da Santel alla sella della Paganella





Peccato non aver potuto salire fino in cima ma il gatto delle nevi attivo proprio sull'ultimo tratto, e il sole ormai al tramonto, sono stati degli ottimi disincentivi. -8°C na goduria.


(Guardando il cielo...)

(Verso il Lagorai)
(Tramonto d'inverno)
(Tramonto d'inverno)

(Tramonto d'inverno)

sabato 22 novembre 2008

Sentiero della Rocca e ferrate Susatti e Folletti





Oggi è decisamente una classica giornata d'inverno: freddo, grigiume e grandi nuvoloni che copiosamente spolverano le cime con la neve.Ghè da nar e così io, Daniele e Michele dopo alcuni errori di percorso dovuti alle troppe chiacchiere, ci troviamo nel "ridente" paesino di Biacesa di Ledro, primo paesino di quella splendida valle che è appunto la val di Ledro.


(Daniele e Michele salendo alla chiesetta di S.Giovanni)

(Ultimi assaggi d'autunno)

Su gradevole sentiero, mai troppo ripido, saliamo, immersi in un vasto faggeto fino alla chiesetta alpina dedicata a S. Giovanni, situata nei pressi del bivacco Arcioni, visitata 5-6 anni fa in compagnia di Luca e Moris. 
Da qui, il sentiero prosegue verso cima Rocca (detta anche cima Sperone) teatro di sanguinose vicende durante la prima guerra mondiale: al suo interno infatti trova sede un complesso sistema di gallerie che dal colle di San Giovanni, permetteva ai combattenti di passare alle postazioni situate a sud. Fra i migliori esempi di ingegneria militare del tempo, il sentiero della Rocca rappresenta un vivido ricordo dell'abilità e dell'alacrità dei soldati austriaci. 
Lunghe gallerie, ove è possibile trovare ancora qualche traccia del vecchio sistema di illuminazione, e numerose feritoie alternate a tratti attrezzati all'aria aperta, ci accompagnano  in questa "storica avventura" al di sopra del lago di Garda fino alla croce di cima Rocca.


(Biacesa dalle gallerie della guerra)

(Io e Michele in una delle gallerie)

(Io verso la val di Ledro)

(Michele e Daniele)

(Riva e Torbole da cima Sperone)

Dalla cima,a ritroso per un breve tratto, scendiamo in direzione di Riva e dopo aver raggiunto la bocca di Pasumer, invece che prendere subito la via del ritorno - discesa nella val di Sperone - preferiamo fare un percorso ad anello che ci permette così di raggiungere cima Capi attraverso la semplice ferrata F.Susatti. Dalla cima, con la grande parete strapiombante verso nord, si gode di uno splendido panorama sul lago di Garda, sullo Stivo e sulla catena del Baldo con le sue numerose cime candidamente imbiancate. 


(Io e Michele sulla ferrata Susatti)

(Lago di Garda e lo Stivo da cima Capi)

(Serial...)

(Scorci sul Garda)

Tramite la ferrata Folletti raggiungiamo il grazioso bivacco Arcioni - che voia de polenta e luganeghe - da dove parte un ripido sentiero che in meno di mezzora ci riporta al punto di partenza. 

(Un pensierino per gli amici montanari affinché non perdano la via... :-D :-D)

Mai zeder... 

venerdì 21 novembre 2008

Piove...si corre poco :-(

La corsa serale odierna è stata limitata da condizioni meteo sfavorevoli. Vento forte e freddo e pioggia hanno ridotto la corsetta ad una manciata di km. E va beh...


mercoledì 19 novembre 2008

martedì 18 novembre 2008

Di corsa con Daniele




La donna delle meraviglie

Alberto, uomo di mezza età, scrittore di fama, si trova in uno stato di crisi, che è esistenziale e al tempo stesso creativa. Divorziato dalla moglie, si è poi unito con un'altra donna, che gli ha dato due figli. Ora i due vivono separati, pur abitando in alloggi vicinissimi. Solo, come in definitiva si sente, Alberto e affascinato e perseguitato da una voce di donna: un volto ignoto e inafferrabile, parole non vaghe ma sempre precise e pertinenti, permeate da un alone di mistero, fanno vivere Alberto in un clima sospeso, enigmatico e gremito di fantasticherie. La sconosciuta, alias "la donna delle meraviglie" di cui lo scrittore ne registra minuziosamente ogni segnale, ogni messaggio, conduce Alberto in una cavalcata fantastica di ricordi dell'infanzia e della giovinezza, rievocando eventi appannati dal tempo e vecchie amicizie. In realtà, è un viaggio a ritroso nel proprio "io"; un recupero di fibre e sedimenti da tempo considerati inerti: fino all'amara constatazione che la crisi attuale, di cui l'uomo è vittima sofferente, è davvero crisi di amore e di creatività.