venerdì 17 ottobre 2008

Doppio sogno

Un giovane medico e sua moglie, belli, innamorati e felici, al ritorno da una festa in maschera cominciano a raccontarsi episodi - non si sa se realmente accaduti o se frutto di fantasia - che fino a quel momento si erano reciprocamente taciuti. Si innesca così per ambedue, quasi ali di sopra della loro volontà e coscienza, una spirale visionaria fatta di maschere inquietanti, di ambienti misteriosi, di desideri repressi scaturiti improvvisamente da recessi reconditi: una spirale che raggiunge il suo acme in una notte in cui la verità delle proprie pulsioni non può più essere dissimulata, e che perciò cambierà profondamente la vita dei due coniugi.

"Il corpo che giaceva alle sue spalle nello stanzone a volta, al lume delle fiammelle a gas oscillanti, ombra fra le ombra e come quelle oscuro e privo di senso e di segreto, non rappresentava per lui, né poteva rappresentare ormai, che il cadavere pallido della notte passata, destinato inevocabilmente alla decomposizione"

Val Manara

L'autunno è ormai entrato nel vivo e correre nei boschi mi regala palpabile tranquillità e serenità.
Il giallo e soffice tappeto di foglie, il cinguettare smorzato degli uccelli, il delicato rumore delle foglie che ondeggiando si portano a terra...
Stupendo :-).


giovedì 16 ottobre 2008

I segreti del bosco

Ho appena concluso il secondo libro di Giancarlo Ferron
Se in "Ho visto piangere gli animali" il guardiacaccia scrittore ha raccontato a volte con parole crude, ma mai inappropriate, le crudeltà dell'uomo verso gli animali, in questo bel libro, l'autore ci conduce a scoprire la parte più bella, quella un po' misteriosa, magica e per lo più sconosciuta, di boschi, vallate e montagne.
...quella che più mi piace e quella a cui più sento di appartenere...



"Se noi credessimo ancora ai nostri sensi ci renderemmo conto che quando è veramente necessario per gli esserei viventi, la natura segnala sempre in anticipo i propri cambiamenti. La primavera e l'autunno servono a risvegliare e riaddormentare dolcemente gli alberi e gli animali che vanno in letargo. Non è mai successo che il freddo intenso sia arrivato totalmente all'improvviso da congelare le marmotte fuori dalle loro tane."

"Mi resi conto che non potevo allontanarmi più di tanto dal fiume, dal lago o dalla strada: il paesaggio era estremamente monotono, piatto, sempre uguale a se stesso e mi sarei perso facilmente; o almeno questa era la sensazione che avevo. In quel territorio mancava qualcosa per me di essenziale: le montagne."

martedì 14 ottobre 2008

Punto di origine

Warrenton, Virginia: un incendio di dimensioni abnormi distrugge le scuderie di una lussuosa villa, uccidendo venti cavalli di raro valore. Tra le rovine fumanti una scoperta agghiacciante si presenta agli occhi di Kay Scarpetta: il corpo carbonizzato di una giovane donna.
E' questo il primo di molti incendi che costringono l'ufficio di medicina legale ad un'enorme mole di lavoro con lunghi e macabri esami. Chi si nasconde dietro questi efferati delitti? Nella mente di Kay, si fa avanti un nome, un nome che non avrebbe mai più voluto pronunciare.

Pantarei - non s'ha da fare...

Alle 7.30 minuto più minuto meno mi trovo con Maurizio a Lavis per partire verso la val del Sarca. Quest'oggi la nostra meta è Panta Rei, una via di 6b+ sulla splendida roccia di San Paolo. Lasciato alle nostra spalle l'omonimo eremo in pochi minuti, dopo aver superato "Porci con le ali", arriviamo all'attacco della via. Maurizio apre le danze -è proprio il caso di dirlo - sul primo tiro con movimenti molto eleganti e senza esitazioni. 


(Maurizio sul I tiro di Panta Rei)

Giunto alla prima sosta tocca me...complice forse la rachialgia, il sonno o lo stress degli ultimi giorni ma, mai ricordo di aver penato così tanto su una parete. Con molta fatica raggiungo il mio compagno di cordata e, seppur a malincuore, credo che sia meglio "zeder" e così annodate le corde all'anello di calata ci riportiamo sul fondovalle :-(.
E nient...

Maggiori informazioni sulla via? Panta Rei

sabato 11 ottobre 2008

Il profumo del bosco














Alice è in pericolo

Alice Glendenning, rimasta vedova e madre di due bambini, tenta faticosamente di rimettere insieme i pezzi della sua incerta esistenza. Il suo nuovo lavoro come agente immobiliare non va troppo bene e non le garantisce la sicurezza sperata. Per far fronte alle crescenti difficoltà economiche non le resta che confidare nei soldi dell'assicurazione per la morte del marito, scomparso otto mesi prima in un incidente di mare al largo della florida. 
Solo i due figli Ashley e Jamie, ai quali è molto legata, riescono a fare dimenticare il dramma da poco vissuto e a regalarle un po' di serenità. Il giorno in cui, all'uscita della scuola vengono rapiti da una misteriosa donna bionda. L'immediata richiesta di riscatto corrisponde esattamente alla somma del premio assicurativo. Per Alice è l'inizio di un nuovo e più tremendo incubo.

venerdì 10 ottobre 2008

mercoledì 8 ottobre 2008

Via Similaun sulle placche zebrate

La giornata, con la sua velatura che lascia intravedere a tratti il sole, sembra proprio l'ideale per avventurarsi sulle placche del monte Brento. Nel viaggio verso la val del Sarca, con Maurizio, cerchiamo sulla mitica guida del Filippi quale via percorrere oggi. Alla fine la scelta cade su Similaun, via di 350 m con difficoltà fino al 6a, aperta nel lontano 1981 da Giovanetti e Stedile. La via, che comincia a livello di una triangolare placca biancastra (il "ferro da stiro"), percorre il bordo destro della grande placconata centrale delle placche zebrate, ben visibile dallo sottostante strada.





Nonostante oggi gli arrampicatori presenti - solita predominanza di germanici - fossero numerosi, per grazia divina, abbiamo la fortuna di essere i primi ad attaccare la via. Con divertente arrampicata su buona roccia, solamente in alcuni brevi tratti unti, con la compagnia di una coppia di bellunesi (Dario e Federica se non erro), saliamo questa bella via.

(Maurizio alla fine del II tiro)

(Io sulle placche centrali)

(Federica nella parte alta della via)

(Maurizio assaporando soavi fragranze)
(I miei stupendi piedi, rossi dopo 3 ore di via)

...e così ho sfatato anche il vecchio mito - nato anni fa assieme al Deflo - che arrampicare sulle placche non fa per me! :-)


(Serial climbers)
Mai zeder...

Per un'altra versione dei fatti date un occhio al blog dell'amico Maurizio.