
venerdì 10 ottobre 2008
giovedì 9 ottobre 2008
mercoledì 8 ottobre 2008
Via Similaun sulle placche zebrate
La giornata, con la sua velatura che lascia intravedere a tratti il sole, sembra proprio l'ideale per avventurarsi sulle placche del monte Brento. Nel viaggio verso la val del Sarca, con Maurizio, cerchiamo sulla mitica guida del Filippi quale via percorrere oggi. Alla fine la scelta cade su Similaun, via di 350 m con difficoltà fino al 6a, aperta nel lontano 1981 da Giovanetti e Stedile. La via, che comincia a livello di una triangolare placca biancastra (il "ferro da stiro"), percorre il bordo destro della grande placconata centrale delle placche zebrate, ben visibile dallo sottostante strada.
Nonostante oggi gli arrampicatori presenti - solita predominanza di germanici - fossero numerosi, per grazia divina, abbiamo la fortuna di essere i primi ad attaccare la via. Con divertente arrampicata su buona roccia, solamente in alcuni brevi tratti unti, con la compagnia di una coppia di bellunesi (Dario e Federica se non erro), saliamo questa bella via.
(I miei stupendi piedi, rossi dopo 3 ore di via)
...e così ho sfatato anche il vecchio mito - nato anni fa assieme al Deflo - che arrampicare sulle placche non fa per me! :-)
(Serial climbers)
Mai zeder...
Per un'altra versione dei fatti date un occhio al blog dell'amico Maurizio.
martedì 7 ottobre 2008
Sui sentieri della Grande Guerra
Sabato 4
Quest'oggi siamo io, Elena, Luca e Norberto.
Scesi dalla macchina a colle Xomo (VI) nonostante la giornata stupenda e limpida ci accoglie un insistente vento gelido che ci fa rimpiangere il bel tepore casalingo.
Il giro di oggi si ripropone di percorrere la famosa strada delle 52 gallerie, testimonianza di tempi passati, per poi solcare le principali cime del gruppo del Pasubio (Palon, Dente Italiano e Dente Austriaco), teatro di drammatici e atroci scontri durante la prima guerra mondiale.
(L'imbocco della strada delle 52 gallerie)
La strada mai faticosa da colle Xomo risale lungo - e dentro - la montagna fino a giungere al rifugio A. Papa; durante la salita, in cui si rende obbligatoria l'ausilio di una fonte luminosa, si attraversano gallerie più o meno lunghe - la più lunga misura circa 300 m - a cui si alternano tratti all'aria aperta da dove si può godere di splendidi scorci sul vicentino, sul gruppo del Carega e sulla sottostante Vallarsa.
(Elena, Luca, Norberto)
(Il rifugio A. Papa)
Dopo la splendida e area cengia che porta alle ultime gallerie, giunti al rifugio, anche se il gruppo vorrebbe fermarsi per mangiare, propongo di proseguire e così, accompagnati da un vento sempre più insistente e freddo saliamo verso cima Palon. Evidenti, durante la salita, le tracce del passato si mostrano a noi con trincee, edifici diroccati, filo spinato e numerose gallerie che si insinuano tra la dura roccia della montagna. Dalla cima si gode verso ovest un ottimo panorama su un Brenta candido e immacolato dopo la nevicata notturna, a est è invece la catena del Lagorai a farla da padrone.
Proseguendo ancora si raggiunge il Dente Italiano e da qui, in breve si raggiunge quello Austriaco. Nello spostarsi da un promontorio all'altro è difficile non fermarsi a riflettere sull'idiozia della guerra.
Il tempo di qualche foto e di qualche commento e ci avviamo verso valle facendo una sosta alla chiesetta del Pasubio per poi riprendere la via del ritorno.
Dopo la breve tappa presso un fin troppo affollato rifugio, riprendiamo a ritroso il percorso della mattina.
(La chiesetta del Pasubio)
Dopo la breve tappa presso un fin troppo affollato rifugio, riprendiamo a ritroso il percorso della mattina.
(Elena sull'aerea cengia al ritorno)
(Luca sull'aerea cengia al ritorno)
(Io verso il vicentino)
Ghè da nar...la scarpinata ha messo appetito e così decidiamo di andare a cena a "Casa Nardon".
Mai zeder...
venerdì 3 ottobre 2008
Apre King Rock il centro per l’arrampicata ‘totale’ di Verona
| Venerdì 10 ottobre alle 18,30 in Via Cà di Mazzè a Verona si inaugura King Rock, il centro di arrampicata indoor più grande d’Italia. Sabato 11 e Domenica 12 ottobre King Rock è aperto gratuitamente a tutti per due giornate all’insegna dell’arrampicata in libertà. All’inaugurazione interverranno Silvia Metzeltin, alpinista e scrittrice, e l’alpinista Fausto De Stefani insieme ad alcuni atleti della nazionale italiana di arrampicata sportiva. |
Sfilata di moda "Demattè" alla cantina Rotari
Mercoledì 1 ottobre presso la cantina Rotari si è tenuta una sfilata di moda organizzata dagli amici Cinzia, Silvio, Valentina e Daniele.
Negli splendi interni dello stabilimento, ricchi di geometrie e giochi di luce, splendide modelle hanno sfilato per i più di mille spettatori tra cui io, Elena, Bruna e Norberto - per lo più del gentil sesso -ritrovatesi per l'evento.
Una deliziosa coreografia, bella musica e abiti di gran classe hanno allietato la serata.
Dato che quando servirebbe la macchina fotografica, io la lascio sempre a casa, ruberò qualche foto dal sito dei Demattè.
La chimica della morte

Quando il corpo mutilato di una giovane donna viene ritrovato nelle paludi che circondano Manham, sperduto villaggio del Norfolk, il dr. Hunter è costretto a fare i conti con il proprio doloroso passato. Da tre anni ha scelto di essere medico condotto in questa piccola comunità. Un tempo autorevole antropologo forense, Hunter, era abituato ad affrontare i risvolti più macabri della morte ma, quando la polizia richiede la sua consulenza cerca di defilarsi consapevole che il coinvolgimento porterebbe a galla spiacevoli ricordi. Poi la scomparsa di un'altra donna trascina Manham in un vortice di paura e diffidenza dove nessuno è esente da sordidi sospetti. Ecco quindi che Hunter decide di intervenire, in una lotta contro il tempo, per fermare lo spietato killer...
"Il corpo umano inizia a decomporsi quattro minuti dopo la morte. Quello che è stato l’involucro della vita subisce adesso la metamorfosi finale. Comincia a digerire se stesso. Le cellule si decompongono a partire dall’interno.
I tessuti si trasformano in liquidi, quindi in gas. Non
più animato, il corpo diventa un banchetto immobile per altri organismi. Prima i batteri, poi gli insetti. Mosche. Le uova vengono deposte e, poco dopo si schiudono. Le larve si alimentano di quel brodo ricco e nutriente, avanti di emigrare. Abbandonano il corpo in buon ordine, incolonnandosi in un corteo disciplinato, invariabilmente diretto a sud. A volte a sud-est o a sud-ovest – mai a nord, comunque. Nessuno sa per quale motivo."
giovedì 2 ottobre 2008
Le ossa del diavolo

Temp Brennan, antropologa forense, si ritrova sulle tracce di un macabro e misterioso rito pagano affiorato nello scantinato di una casa in ristrutturazione a Charlotte, North Carolina. Tempe è chiamata a dare il suo contributo alle indagini: il teschio di una ragazzina deve essere esaminato per provare ad interpretare cosa sia accaduto in quel luogo. Prima che questo lavoro venga portato a termine viene trovato sulle rive del fiume Wylie un corpo decapitato e sfregiato da simboli satanici.
Che legame esiste fra i due casi? Perché uno degli ispettori di polizia che segue entrambi i casi viene giustiziato per strada in una notte piovosa? Storie di prostituzione, gelosia e superstizioni ancestrali vengono sapientemente miscelate tra loro fornendo un thriller da brivido.
Iscriviti a:
Post (Atom)













